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Non sei così “perfetto” come credi: la ricerca che ribalta tutto
Siamo convinti di dover inseguire canoni estetici estremi, ma uno studio rivela che la nostra percezione dell'attrazione è solo un grande malinteso
27 Febbraio 2026
I consigli sugli appuntamenti ci hanno convinti che l’attrazione sia un’equazione matematica con un’unica soluzione corretta. Ci spingono verso estremi estetici assurdi e poi si meravigliano se finiamo tutti per inseguire lo stesso, identico ideale di bellezza.
Quello che pensiamo non è la realtà
Uno studio pubblicato su PLOS One ha analizzato le radici di questo problema. I ricercatori hanno chiesto a uomini e donne di modellare visi in 3D per definire il proprio aspetto, quello ideale e quello che pensavano il sesso opposto avrebbe preferito.
Il risultato è un malinteso reciproco. Le donne hanno sopravvalutato la femminilità del viso cercata dagli uomini, mentre gli uomini hanno fatto lo stesso con la mascolinità desiderata dalle donne.
Perché inseguiamo uno standard che non esiste
Il problema non è che “tutti vogliono la stessa faccia”, ma che siamo vittime della proiezione. Se interiorizzi l’idea che la bellezza “vera” coincida con tratti esasperati, darai per scontato che anche l’altro sesso pretenda quel massimo. Così inizi a modificare il tuo aspetto per raggiungere uno standard artificiale, fissando un riflesso che non ti soddisfa mai.
Questa distorsione alimenta un’insoddisfazione cronica: credere che gli altri vogliano versioni estreme di noi stessi ci fa percepire il nostro aspetto reale come inadeguato.
Invece di “aggiustarci”, finiamo per allontanarci dalla nostra identità per compiacere una persona intuita. L’attrazione non è un obiettivo universale, le persone variano e i gusti divergono.
Il tuo compito non è costruire un volto per un pubblico immaginario che, in realtà, cerca tutt’altro. Il vero auto-miglioramento inizia quando smetti di lasciare che un’idea distorta di desiderio domini la tua immagine allo specchio.
(Credits: Getty Images)