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Paul Mescal intervista Paul McCartney: “Tutto questo è come un sogno”
L’ex membro dei Beatles racconta a Paul Mescal i segreti dell’album “'The Boys of Dungeon Lane”
29 Maggio 2026
Un tavolo di una vecchia tavola calda in stile anni Cinquanta e un incontro generazionale unico. Paul McCartney ha scelto di presentare così le sue nuove canzoni dell’ultimo album The Boys of Dungeon Lane, chiacchierando apertamente con l’attore Paul Mescal.
Un volto non casuale: sarà proprio Mescal a vestire i panni di McCartney sul grande schermo nel monumentale progetto cinematografico firmato da Sam Mendes, The Beatles: A Four-Film Cinematic Event.
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Il dolore segreto di John Lennon e l’autostop con George Harrison
Durante questa conversazione intima, l’attenzione si è spostata subito sul legame profondo con John Lennon, nato quando Mescal ha confessato che il suo pezzo preferito del nuovo progetto è Days We Left Behind. McCartney si è così lasciato andare a una confessione dolorosa sull’amico scomparso: “John Lennon stava combattendo contro la vita. Aveva molti problemi: suo padre aveva lasciato casa, sua madre era stata investita, portava dentro di sé molto dolore. Per questo si era costruito uno scudo, diventando estremamente spiritoso ma anche pungente”.
Questo viaggio a ritroso nel tempo non si ferma a Lennon. Nel brano Down South, McCartney racconta di quando, ancora ragazzino, girava facendo l’autostop insieme a George Harrison.
L’omaggio alla forza dei genitori
C’è spazio anche per la sua famiglia in Salesman Saint, una traccia dedicata alla resilienza della madre e del padre durante la seconda guerra mondiale. “Spesso mi torna in mente che mia madre e mio padre mi hanno avuto durante la Seconda Guerra Mondiale. Crescendo l’ho sempre saputo, ma a un certo punto ti fermi e dici ‘Wow’. Mi è venuto in mente che sarebbe stato bello mettere nero su bianco qualcosa su come siano andati avanti, nonostante tutto quello che hanno dovuto sopportare”, ha spiegato il musicista a Mescal.
“The Boys of Dungeon Lane”: un album terapeutico
Tutti questi frammenti di vita vissuta formano l’ossatura di The Boys of Dungeon Lane, l’album che segna il ritorno da solista di Paul McCartney.
Il titolo stesso è una dedica alle sue radici irlandesi e alla sua città natale, Liverpool, dove è venuto al mondo nel 1942. Dungeon Lane è infatti una via del quartiere di Speke, vicina all’aeroporto, che Paul frequentava sempre da bambino.
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Il disco, che è stato anticipato dai singoli Days We Left Behind e Home to Us, quest’ultimo storico per essere il primo duetto assoluto tra McCartney e Ringo Starr, rappresenta una vera e propria terapia della memoria, nata ben prima che scoppiasse la Beatlemania.
Nel guardarsi indietro, di fronte a un Paul Mescal visibilmente emozionato, McCartney ha chiuso l’intervista sintetizzando così il peso di una carriera irripetibile: “Ti volti a guardare la tua vita e ti dici: ‘Wow, ma l’abbiamo fatto davvero?’. Tutto ti torna in mente all’improvviso… ed è proprio come un sogno”.
(Credits: YouTube @Paul McCartney)