Negli ultimi anni la skincare e la prevenzione solare sono diventate centrali nella nostra routine. Eppure, sui social è esplosa una tendenza che invita a fare il contrario: il “Tanmaxxing“.
Tanmaxxing: quando l’abbronzatura diventa una sfida social
“Tan” significa abbronzatura e viene associata al suffisso “maxxing“, usato online per indicare il tentativo di massimizzare un risultato fino all’estremo, spinge le persone a fare di tutto pur di sfoggiare una tintarella impeccabile, spesso superando i limiti.
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Ma quanto siamo disposti a rischiare per una pelle dorata? Il trend incoraggia a esporsi al sole per ore, soprattutto nelle fasce della giornata in cui i raggi UV sono più intensi e aggressivi, riducendo al minimo o eliminando del tutto la protezione solare.
Tra lunghe sessioni di esposizione interrotte solo da brevi pause, questa moda arriva persino a considerare le scottature una medaglia al valore, il segno di un “lavoro ben riuscito”, anziché un evidente danno cutaneo.
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Il lato rischioso della pelle dorata: il paradosso del Tanmaxxing
Dietro questa corsa alla tintarella perfetta c’è, purtroppo, molta disinformazione. Spesso si dimentica che l’abbronzatura è essa stessa il segnale di un danno subito dalla pelle e non una barriera protettiva contro il sole, che resta la principale causa delle malattie cutanee.
Nonostante i dati mostrino che il 44% delle persone utilizzi la crema solare anche nella vita quotidiana, c’è ancora un 41% convinto che le lampade possano preparare adeguatamente la pelle all’esposizione.
Per conciliare il desiderio di un colorito estivo con la salute, la chiave è evitare gli eccessi: esporsi al sole con moderazione e ricordarsi di applicare la crema protettiva ogni due ore e subito dopo ogni bagno.
