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Pilar Fogliati: “Con Fabio Paratici sono felice, siamo innamorati”
L’attrice racconta la relazione con Paratici, il suo percorso tra cinema e studi mancati a Oxford e la libertà nelle scelte sentimentali
30 Aprile 2026
Pilar Fogliati si racconta senza filtri e conferma la relazione con Fabio Paratici, dirigente sportivo con un passato alla Juventus e oggi alla Fiorentina. Un legame nato in modo semplice, durante una cena tra amici, lontano da eventi mondani e ambienti costruiti. Il primo incontro, spiega in un’intervista al settimanale F, non ha nulla di cinematografico: una serata tra gruppi diversi, quello che lei definisce un intreccio di relazioni spontanee, dove le persone si conoscono senza ruoli precisi. Da lì, un’intesa cresciuta fuori dai riflettori. “Come si dice: ‘Proprio quando non lo cerchi, quando meno te lo aspetti, arriva qualcuno’. In effetti, ho avuto la fortuna di incontrare una persona che mi piace molto”,
La reazione alle critiche
La relazione è finita rapidamente al centro dell’attenzione mediatica, soprattutto per la differenza d’età e per i percorsi professionali molto lontani. Ma l’attrice non lascia spazio ai dubbi sul suo punto di vista. “Il fatto che veniamo da due ambienti diversi, i vent’anni di differenza di età… Però, dico la verità: non me ne frega niente. È una cosa bella e vera. Era la prima volta in vita mia che mi paparazzavano. Subito ho pensato: ‘Mio Dio’. Poi, mi sono detta: ‘Pilar, è vero, sei felice, siamo innamorati. Chi se ne frega’”.
I fidanzati più grandi
L’attrice non rinnega il fatto che le piacciano gli uomini più grandi: “Quello prima, in realtà, aveva solo sei anni più di me . Quello prima ancora in effetti era parecchio più grande. Non c’è una regola, semplicemente mi innamoro della persona. Ho iniziato a lavorare a vent’anni e ho avuto subito a che fare con persone di ogni età, non ci faccio caso”. E poi sottolinea: “Mi piacciono le persone integre e lui lo è. Ed è simpatico, molto. Ridiamo veramente tanto”.
La famiglia: una vita sparsa tra città e affetti
Nel racconto emerge anche la dimensione familiare di Fogliati, segnata da legami distribuiti tra Europa e Italia: una sorella di 18 anni, Olimpia, un’altra di 36 che vive ad Amsterdam e un fratello di 34 a Parigi. Una famiglia “sparsa”, come la definisce lei, ma comunque molto presente nella sua crescita.
Il passato tra studi mancati e scelta dell’Accademia
Un passaggio chiave della sua storia personale riguarda la giovinezza e le scelte formative. A diciotto anni era stata ammessa a Oxford, nel corso di Storia dell’arte, ma quel percorso non l’aveva mai davvero convinta. “L’oblìo che si prova dopo la maturità è devastante. Sei ancora troppo piccolo per capire quale sarà la tua strada. Io ero totalmente persa. Mamma mi stimolava nel bene e nel male, nel senso che mi proponeva una serie di possibilità, mettendomi addosso anche una grande pressione. Ero stata ammessa a Oxford a Storia dell’arte. Di cui però non mi fregava una mazza. Così, senza dirlo a nessuno, ho fatto il provino per l’Accademia nazionale d’arte drammatica Silvio D’Amico. E mi hanno presa”. Una scelta impulsiva che ha cambiato tutto: dal mondo accademico britannico alla formazione teatrale italiana.
(Credits: Getty Images)