“Il secondo disco è sempre più difficile”. Lo aveva ribadito qualche anno fa il nostro Caparezza e qualsiasi popstar degna di esser chiamata tale sa bene che questa è una regola alla quale difficilmente si riesce a sfuggire, nemmeno se ci si chiama Psy. Al secolo Park Jae-sang, Psy è il cantante, rapper, produttore, ballerino e showman televisivo sudcoreano passato alla storia del pop e della rete nel 2012 grazie al record di visualizzazioni della sua Gangnam Style, la canzone che lo ha reso ricchissimo e popolare in tutto il mondo, incoronandolo come “The King of Youtube”, il re di Youtube. Ebbene, nemmeno un anno dopo quell’exploit, e nonostante nel suo Paese d’origine non sia esattamente una stella di primo pelo, il 36enne Psy ha dovuto misurarsi con se stesso e fare i conti con l’interrogativo più temuto: “E adesso?”.
“Emulare i successi non è mai facile, soprattutto quando sono i propri”, ha raccontato dagli schermi di Mtv News, “Ho lanciato ‘Gentlemen’ (il suo nuovo singolo, ndr) il 12 aprile e il giorno seguente ho fatto un grande concerto in Corea. Quella settimana è stata infernale per me: il venerdì ho realizzato il singolo, il sabato dovevo girare il video e tenere un concerto davanti a 50mila persone”. Il rischio di rimanere intrappolato nelle maglie del proprio successo e di non ritrovare la strada di una nuova scalata delle classifiche era alto. “Onestamente – ammette – ho cambiato questa canzone un sacco di volte fino all’ultimo momento. Non ero entusiasta, ero terrorizzato e nervoso. Il mio unico obiettivo era di evitare la trappola del cantante-meteora ed ero nervosissimo prima della première… “. Ma è andata bene, e “alla fine ho collezionato 230 milioni di visualizzazioni in due settimane… Non sono un cantante-meteora e ne sono davvero felice!”.
