Quando togliere l’albero di Natale? La data per evitare sfortuna
Perché la tradizione fissa un giorno preciso per smontare gli addobbi di Natale e quali sono le leggende legate alla “dodicesima notte”
5 Gennaio 2026
C’è chi non vede l’ora di fare spazio in salotto e chi vorrebbe tenere le luci accese tutto l’anno.
Eppure, secondo le antiche tradizioni, smontare l’albero di Natale non è una scelta da prendere alla leggera.
Esiste una finestra temporale precisa per farlo e, se la ignori, potresti attirare un pizzico di malaugurio per l’anno appena iniziato.
La regola della “dodicesima notte”
Il punto di svolta è la notte tra il 5 e il 6 gennaio. Nella tradizione cristiana, questo momento segna la fine del viaggio dei Re Magi verso Betlemme. Togliere gli addobbi prima della dodicesima notte (dalla nascita di Gesù) significherebbe “interrompere” simbolicamente il loro cammino.
Al contrario, lasciarli troppo a lungo vorrebbe dire trattenere le feste oltre il loro tempo naturale.
Perché togliere l’albero dopo l’Epifania porta sfortuna?
Ma da dove nasce la paura della sfortuna? Le radici sono pagane. Un tempo si credeva che piante come l’agrifoglio o l’edera ospitassero gli spiriti della natura durante il gelo invernale.
Secondo le superstizioni europee, se non si rimuovono i simboli verdi entro il 6 gennaio, gli spiriti restano “intrappolati” in casa invece di tornare alla terra, causando squilibri e cattivi raccolti.
Il ruolo di San Bonifacio e l’abete
Anche il simbolo stesso dell’albero ha una storia affascinante. Si racconta che nell’VIII secolo il missionario San Bonifacio, per contrastare i riti pagani, abbatté una quercia sacra. Al suo posto spuntò un abete, che lui indicò come simbolo della Trinità e della speranza. Da allora, l’albero sempreverde rappresenta la rinascita, rendendo il momento del suo smaltimento un vero e proprio rito di chiusura ciclica.
In conclusione, il rischio per chi ci crede, è quello di portarsi dietro un “carico” energetico che appartiene ormai al passato.