Chi lo avrebbe mai detto che un tempo la Terra fosse un enorme caos di parole e dialetti? Un recente studio pubblicato su Science ha rivelato una cosa incredibile: qualche millennio fa sul nostro pianeta non si parlavano poche centinaia di lingue come pensiamo, ma decine di migliaia.
L’epoca d’oro (e come ci siamo arrivati)
Andando indietro nel tempo, circa 12.000 anni fa, gli umani usavano tra le 4.500 e le 6.200 lingue. Poi la popolazione ha iniziato a crescere, le persone si sono spostate, sono nate nuove comunità e con loro un’infinità di nuovi modi di comunicare.
Tra i 3.000 e i 1.000 anni fa siamo arrivati al massimo storico: una vera e propria esplosione di idiomi, con decine di migliaia di parlanti che si capivano solo tra di loro in giro per il mondo.
Come sono sparite quasi tutte?
Il crollo è iniziato quando sono arrivati i primi grandi imperi, che hanno iniziato a spazzare via le comunità più piccole. Ma la picchiata vera c’è stata con la colonizzazione europea.
I nuovi conquistatori hanno praticamente cancellato la varietà locale:
- Hanno vietato di usare le lingue del posto
- Hanno ridisegnato i confini a tavolino
- Hanno spinto tutti a parlare inglese, spagnolo, francese o portoghese per integrarsi nel nuovo sistema
La bella notizia per il futuro
Oggi ci restano circa 7.500 lingue (di cui ben 3.300 a rischio estinzione, e 400 già sparite nell’ultimo mezzo secolo).
La buona notizia? Estinguere una lingua oggi è diventato difficilissimo. Tra i progetti dedicati a salvarle e l’abitudine che abbiamo tutti di registrare vocali, video e audio ogni singolo giorno, stiamo archiviando il nostro modo di parlare senza nemmeno farlo apposta.
