Molte storie d’amore non finiscono con un grande botto, ma nel silenzio. Una ricerca di Tawkify ha svelato che il 37% di chi vive una relazione lunga prova un risentimento che non ha mai avuto il coraggio di confessare.
Questo malessere può durare anni, logorando il legame all’insaputa dell’altro: non a caso, il 47% di chi viene lasciato considera l’addio un evento totalmente improvviso.
Perché smettiamo di capirci?
Il problema nasce quando le piccole incomprensioni finiscono “sotto il tappeto”. Come spiega a Vice Krista Walker: “La ragione principale per cui il risentimento si accumula in una relazione è dovuta a questioni irrisolte che si susseguono nel tempo”.
Spesso tutto parte da uno squilibrio: uno dei due sente di dare tutto senza ricevere nulla. Walker sottolinea infatti che un partner può avere la “sensazione di dare più di quanto riceva dall’altro”.
I segnali da non ignorare
Il rancore raramente esplode subito. Spesso si maschera dietro il distacco emotivo o la mancanza di voglia di interagire. Altri campanelli d’allarme sono il sarcasmo pungente o i commenti passivo-aggressivi.
Se noti queste battutine costanti, è probabile che ci sia un problema più profondo non ancora affrontato.
Come uscirne… insieme
La buona notizia è che si può rimediare, a patto di parlare subito. La chiave è non lasciare che le piccole frustrazioni diventino un muro insormontabile. Come conclude l’esperta: “Il punto fondamentale è che il risentimento deriva in realtà da problemi irrisolti che si accumulano nel tempo. Quando le coppie risolvono i problemi tempestivamente, possono evitare che il risentimento prenda il sopravvento“
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