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Questa console sigillata vale oro: è online a quasi 235mila euro

Dal retrogaming alle aste milionarie: il mercato delle vecchie console esplode

23 Aprile 2026

C’è un oggetto degli anni ’90 che oggi vale quanto un appartamento. Non è un quadro né un’auto d’epoca, ma una console Nintendo 64 completamente sigillata, comparsa online a una cifra che sfiora i 235mila euro. Un prezzo che, a prima vista, può sembrare assurdo, ma che nel mondo del collezionismo ha una spiegazione precisa.

La chiave è tutta nella condizione perfetta: confezione mai aperta, sigilli intatti, persino l’odore originale rimasto intrappolato dal 1996. Un esemplare così non è solo raro, è praticamente introvabile. La maggior parte delle console vendute all’epoca è stata utilizzata, aperta, consumata. Questa invece è rimasta sospesa nel tempo, trasformandosi in un vero reperto storico del gaming.

 

Rarità, nostalgia e mercato globale

Il valore non dipende solo dalla conservazione, ma anche dalla storia commerciale della console. Negli Stati Uniti, dove il Nintendo 64 ha venduto quasi 21 milioni di unità, trovare una versione della prima distribuzione americana ancora sigillata è estremamente difficile. Ed è proprio questa combinazione di rarità e domanda internazionale a far lievitare i prezzi. In Italia, lo stesso modello usato può valere tra i 75 e i 100 euro, mentre una versione completa di scatola arriva a poche centinaia. Ma quando si entra nel territorio delle condizioni “mint”, i numeri cambiano radicalmente, fino a toccare cifre da capogiro.

 

Il boom delle aste e i record incredibili

Il fenomeno non riguarda solo le console. Negli ultimi anni, il mercato dei videogiochi da collezione ha registrato vendite record. Una copia di The Legend of Zelda ha superato i 700mila euro, mentre Super Mario 64 ha sfondato il tetto di 1,3 milioni. Questi numeri mostrano come il settore sia diventato sempre più simile a quello dell’arte. Le valutazioni dipendono da dettagli minimi: stato di conservazione, tiratura, certificazioni e perfino la storia dell’oggetto.

 

Quando il passato vale oro

Anche il Game Boy originale sta vivendo una seconda giovinezza. Un modello “First Print” del 1989, ancora sigillato, può raggiungere i 125mila euro, mentre versioni meno perfette scendono drasticamente di valore. È la dimostrazione che nel collezionismo conta tutto: anche un piccolo graffio può cambiare il prezzo. Nel frattempo, altre console vintage come Commodore, Atari e Sega Mega Drive continuano a muoversi su cifre più accessibili, ma comunque in crescita. Alcuni modelli rari possono arrivare a diverse migliaia di euro, soprattutto se completi di accessori e confezione originale.

 

Quando il retrogaming diventa investimento

Quello che una volta era semplice intrattenimento oggi è diventato un mercato altamente selettivo e competitivo. Non basta possedere una vecchia console: serve che sia integra, completa e possibilmente inutilizzata. Il risultato è una corsa sempre più intensa al recupero del passato, dove soffitte e cantine possono nascondere piccoli tesori. E mentre i collezionisti continuano a cercare pezzi unici, una cosa è certa: nel mondo del retrogaming, il valore non è nel gioco… ma nel tempo che lo ha conservato.

 

 

 

(Credits: Getty Images)