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“ROSSO COME IL FANGO” di Madame: testo e significato del singolo

Un’altra traccia a sorpresa che preannuncia il nuovo album di Madame

13 Aprile 2026

Il nuovo singolo ROSSO COME IL FANGO di Madame, uscito a sorpresa, anticipa con potenza DISINCANTO, il suo terzo album in studio in uscita tra pochi giorni.

 

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Il significato di “ROSSO COME IL FANGO”

Madame esplora il paradosso di sentirsi un’intrusa ovunque: un “mimo” tra i ricchi e una privilegiata tormentata dal senso di colpa verso chi, come i suoi amici o la sua famiglia, continua a lottare per la sopravvivenza.

 

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Il titolo Rosso come il fango sintetizza questa tensione: il rosso è il sangue comune che dimostra che non è diventata “nobile”, mentre il fango rappresenta le radici umili che non vuole lavare via. 

È un tributo a chi resiste, un’ammissione che il successo cambia il conto in banca, ma non l’appartenenza profonda a quel mondo fatto di fatica e terra.

 

Il testo

Avevo un paio di Vans con i buchi

Gli unici cash rubati dalla borsa di mamma per fumarmi le Camel

Andavo male a scuola, estati a recuperare

Già mi vedevo male, senza un’idea reale

Perdo il mio terzo anno, perfezionando barre

Subito firmo in Sugar, tremila euro in tasca

Son tre stipendi, cazzo, poi sono dieci

Babbo, me ne vado di casa per vivere a Milano solo a spese mie

Mi sentivo invincibile, l’unica in famiglia a fare un soldo

Gli altri per me erano dei falliti

Ed io ero migliorе in qualche modo

Sicura ero migliore di loro

La rabbia di una vita chе diventa l’arroganza

A ventun anni ero già milionaria

Senza mai guardare al cielo e dire almeno un “Grazie”

Senza mai guardarmi intorno e dire: “Sei un grande”, ah

 

A mio fratello, in affitto in un bilocale

A chi perde quaranta ore a settimana

A fare un lavoro che non gli piace

Per una paga che non gli basta

A chi vuole, ma non riesce

A chi esprime e non si avvera mai

Non sono diversa, ma ho la fortuna alla mia

Col senso di colpa che la fortuna è la mia

 

Mi hanno puntato addosso così tanti flash

Da non capire più quale luce venisse da me

All’ombra dell’ultimo LED tiro un sospiro che

Guardo allo specchio e chi c’è? Un lato nascosto di me

Panico puro davanti a un buio digiuno

Da quel calore fasullo, da quel bel niente di che

Dentro mi sento nessuno, ma fuori sono qualcuno

Ma il mio sangue non è blu e io non sono te

Tra i ricchi mi censuro, non son io, sono un mimo

Hanno un odore epidermico che è diverso dal mio

Mi chiedo a cosa appartengo ora che guadagno da dio

Mi chiedo tra chi sto meglio tra invidia o ipocrisia?

Ritorno dai fratelli, ridiamo come bambini

Molti sono studenti, altri lavorano un casino

Resterò una povera anche con qualche miliardo

Il mio sangue è rosso come il fango

 

A mio fratello in affitto in un bilocale

A chi perde quaranta ore a settimana

A fare un lavoro che non gli piace

Per una paga che non gli basta

A chi vuole, ma non riesce

A chi esprime e non si avvera mai

Non sono diversa, ma ho la fortuna alla mia

Col senso di colpa che la fortuna è la mia

 

A tutti i miei amici, la mia famiglia, il mio paese

A tutti quelli che nascono storti come noi, poveri come noi

Il destino ha sempre una sorpresa per tutti

Tra i sensi di colpa per la mia fortuna

E l’orgoglio per il mio sudore, il mio impegno

Ho capito che il vero eroe è chi sa giocare abilmente tutte le sue carte

 

 

(Credits: YouTube @Madame)