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Si china verso il cane, batte la testa e torna a vedere: la storia

Lisa Reid era legalmente cieca da dieci anni: dopo un incidente domestico recuperò parte della vista, in un caso ancora senza spiegazione certa

6 Agosto 2026

Lisa Reid tornò a vedere parzialmente dopo dieci anni di cecità legale. La sua storia, avvenuta in Nuova Zelanda nel 2000 e tornata virale sul web, iniziò con un incidente domestico tanto banale quanto inspiegabile: mentre si chinava per salutare Ami, il suo cane guida, perse l’equilibrio e batté la testa contro un tavolino. La mattina successiva riusciva di nuovo a distinguere forme e colori.

Lisa Reid torna a vedere dopo dieci anni

Secondo il racconto pubblicato dal New Zealand Herald, Lisa aveva sviluppato un tumore cerebrale a 11 anni ed era stata dichiarata legalmente cieca a 14. Prima dell’incidente percepiva soltanto la differenza tra luce e buio. Dopo la caduta, il chirurgo oculista Ross McKay riscontrò un recupero parziale dell’80% nell’occhio sinistro, anche se la percezione dei colori rimase limitata. “Mi sono svegliata e wow, i colori!”, raccontò la donna.

Il caso viene spesso presentato online come un ritorno completo della vista dopo tredici anni di cecità totale. I dati disponibili descrivono però una situazione diversa: circa dieci anni di cecità legale e un recupero importante, ma non perfetto.

 

Perché il recupero resta senza spiegazione

ABC News riportò che alcuni specialisti accolsero la vicenda con cautela e ipotizzarono anche una possibile componente psicologica. McKay confermò invece la presenza di atrofia ottica causata dalla pressione del tumore, senza riuscire a spiegare in modo definitivo il miglioramento.

Sette anni più tardi, il New Zealand Herald raccontò che Lisa conservava una vista parziale, pur soffrendo ancora di emicranie e affaticamento. Tra le persone che poté rivedere ci furono il fidanzato e il fratello, ricordato bambino e ritrovato ormai adulto.

La sua storia resta eccezionale, ma non dimostra che un trauma possa curare la cecità. Mostra piuttosto quanto il sistema visivo e il cervello possano riservare fenomeni ancora difficili da interpretare.