Site icon

TUTTO NEWS

Sindone di Torino: uno studio sul DNA svela nuovi segreti

La Sindone non è solo una reliquia, ma un archivio storico del mondo

#image_title

Il mistero della Sindone di Torino non si osserva più solo a occhio nudo, ma attraverso la lente della metagenomica. 

Un nuovo studio coordinato da Gianni Barcaccia e apparso su bioRxiv rivela come il celebre lino si sia comportato nei secoli come una vera spugna biologica, imprigionando tra le sue fibre un deposito genetico stratificato e caotico. 

Questa superficie ha assorbito polvere, residui di pelle, spore e frammenti di esistenze umane e ambientali, trasformandosi in un archivio materiale incredibilmente denso.

 

Il DNA della Sindone tra contaminazione e storia

Proprio questa sovrabbondanza biologica rende difficile, se non impossibile, isolare un DNA originario tra le trame del lino. 

La stratificazione di polline e residui conferma quanto sia complicato risalire a un unico proprietario iniziale, lasciando intatto il valore della datazione al radiocarbonio del 1989, che collocava il tessuto tra il 1260 e il 1390. 

Eppure, tra queste contaminazioni si nascondono indizi geografici potenti: le analisi hanno rilevato corallo rosso mediterraneo, tracce di colture come mais e banane, oltre al DNA di animali domestici e microrganismi tipici di ambienti salini.

 

Le rotte d’Oriente impresse nelle fibre

Particolarmente affascinante è il legame con l’Oriente: i ricercatori hanno individuato l’aplogruppo mitocondriale H33, tipico delle comunità druse nel Levante, insieme a lignaggi indiani che suggeriscono come il filato stesso possa essere frutto di antichi traffici tra l’India e il Mediterraneo

Già nel 2015 erano emersi profili genetici compatibili con spostamenti tra la Penisola Arabica e l’Europa

La Sindone somiglia meno a una reliquia isolata e molto più a un oggetto che, nel passare di mano in mano, ha raccolto la polvere di millenni, caricando il suo segreto di una realtà molto più concreta e “sporca” di Storia.

 

 

(Credits: Giuseppe Enrie 1931 Public domain da Wikimedia Commons)

Exit mobile version