Secondo i dati recenti, la sitofilia sta conquistando le camere da letto di migliaia di coppie, trasformando il cibo in un potente strumento di esplorazione e connessione intima.
Cos’è la sitofilia e come funziona il “food play”
Comunemente nota come “food play” o “sploshing”, la sitofilia è una pratica feticistica che prevede l’integrazione di cibo e bevande nelle dinamiche sessuali.
In questo scenario, l’eccitazione non deriva solo dall’atto in sé, ma dall’interazione sensoriale con gli alimenti, che possono essere spalmati sul corpo o utilizzati per creare giochi di contrasti termici e consistenze.
Quali sono i cibi più usati a letto
Secondo il sondaggio condotto dal supermercato online Ocado, la curiosità verso questa pratica è in aumento: circa il 34% dei britannici dichiara di voler sperimentare il food play per “ravvivare” il rapporto di coppia.
Tra gli alimenti più gettonati nei momenti d’intimità spiccano la panna montata (49%), il cioccolato (36%), i cubetti di ghiaccio (34%) e le fragole (28%).
La sessuologa Courtney Boyer ha dichiarato a Metro: “Cibo ed erotismo sono intrecciati da migliaia di anni. Culture antiche, tra cui Greci e Romani, collegavano il banchetto, il piacere e la sessualità sia nella vita rituale che in quella sociale. Se a tutto questo si aggiungono tabù (cibo ‘non destinato’ al sesso), confusione e sovraccarico sensoriale, la vulnerabilità e la presenza fisica possono aumentare”.
I rischi e le controindicazioni
L’esperta Karin O’Sullivan, sempre al Metro, ha messo in guardia sui rischi, soprattutto per le donne: qualsiasi cibo, in particolare i dolci, non deve essere inserito all’interno delle parti intime.
La vagina ha infatti un equilibrio naturale sano che può essere alterato dall’introduzione di corpi estranei; inoltre, l’eventuale cibo rimasto incastrato richiede l’intervento del pronto soccorso. L’esperta sottolinea infatti che: “Qualsiasi cosa entri nella tua vagina deve essere qualcosa che possa essere estratto intatto”.
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