Site icon

TUTTO NEWS

Sunshine guilt: il senso di colpa di stare in casa quando c’è il sole

Si chiama sunshine guilt e descrive il senso di colpa di chi preferisce restare in casa con il sole. Ecco perché succede e come superarlo

Fuori splende il sole, i social sono pieni di foto al mare e al parco, e tu sei sul divano a guardare una serie. Invece di rilassarti, però, ti senti in colpa. Se ti è capitato, sappi che la psicologia ha già un nome per questa sensazione: sunshine guilt.

Come riportato da Vice, è un meccanismo psicologico studiato e riconosciuto, legato al confronto sociale e alla pressione di dover sfruttare ogni bella giornata.

 

Cos’è la sunshine guilt e da dove nasce

A definirla è la dottoressa Karen Stewart, psicologa clinica specializzata in terapia relazionale: “La sunshine guilt è quando una persona si vergogna di godersi la giornata in casa piuttosto che stare all’aria aperta. Porta a vergogna, ansia e persino rabbia”.

Il meccanismo si amplifica con i social media. Vedere gli altri al mare o ad un evento mentre si è sul divano trasforma un momento di riposo in una continua fonte di confronto. In estate, FOMO e sunshine guilt finiscono per andare di pari passo, alimentando un senso di inadeguatezza difficile da ignorare.

 

Come liberarsi dal senso di colpa secondo la psicologia

Il primo passo è smettere di vivere nel “dovrei”. Stewart è diretta: “Bisognerebbe essere orgogliosi di sé stessi per aver rispettato ciò che si vuole davvero fare, non ciò che la società o i social media pensano si dovrebbe fare”.

Il secondo riguarda il modo in cui definiamo la produttività. Una giornata trascorsa a riposare può avere lo stesso valore di una piena di attività: “Può essere tanto produttivo trascorrere una giornata rilassante sul divano quanto andare in spiaggia”, conclude Stewart.

Il sole tornerà. Il riposo, invece, non sempre può aspettare.

Exit mobile version