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Super Bowl, quanto è costato lo show e quanto ha guadagnato Bad Bunny

Un Halftime Show che parla spagnolo e guarda alle radici portoricane di Bad Bunny

9 Febbraio 2026

Il Super Bowl 2026 ha segnato una svolta simbolica nella storia dell’Halftime Show. Al Levi’s Stadium di Santa Clara, Bad Bunny ha portato sul palco uno spettacolo costruito interamente attorno alla cultura portoricana e, più in generale, all’identità latinoamericana negli Stati Uniti. Per la prima volta, una performance di metà partita è stata prevalentemente in lingua spagnola, davanti a oltre cento milioni di spettatori.

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Dal campo di canna da zucchero a La Casita

Vestito di bianco, con il cognome stampato sulla maglia, Bad Bunny ha aperto lo show con Tití Me Preguntó, emergendo da un campo di canna da zucchero abitato da jíbaros, i contadini simbolo della tradizione dell’isola. La scena si è poi spostata su un palco secondario chiamato La Casita, ricostruzione di una tipica casa popolare portoricana. Qui sono arrivati Yo Perreo Sola, Safaera e Party, mentre tra i ballerini si riconoscevano Pedro Pascal, Karol G, Cardi B e Jessica Alba, trasformando lo stadio in una festa di quartiere.

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Identità, musica e memoria collettiva

Nel corso dello spettacolo, l’artista ha parlato direttamente al pubblico, presentandosi così: “Mi chiamo Benito Antonio Martínez Ocasio, e se sono qui oggi al Super Bowl 60 è perché non ho mai, mai smesso di credere in me stesso e anche voi dovreste credere in voi stessi, valete più di quanto pensiate”. 

Le canzoni tratte dall’album Debí tirar más fotos hanno accompagnato immagini legate alla storia recente dell’isola, dai blackout ai segni lasciati dall’uragano Maria, evocati anche attraverso El Apagón. Un breve frammento di Gasolina ha richiamato le origini globali del reggaeton, mentre lo spettacolo manteneva una forte coerenza narrativa.

Lady Gaga, Ricky Martin e un messaggio finale

Il momento più sorprendente è arrivato con Lady Gaga, protagonista di una versione salsa di Die With a Smile, inserita in una scenografia che simulava un ricevimento di matrimonio. Poco dopo, Ricky Martin è salito sul palco per Lo Que Le Pasó a Hawaii, collegando idealmente due generazioni della musica portoricana. Nel finale, Bad Bunny ha cambiato lingua solo per allargare il messaggio, chiudendo con parole potenti proiettate sul maxi schermo: “L’unica cosa più potente dell’odio è l’amore”. 

 

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Super Bowl: costi e guadagni dello show di Bad Bunny

Dal punto di vista economico, l’Halftime Show del Super Bowl segue una logica ormai consolidata. Bad Bunny, come tutti gli artisti che calcano il palco dell’evento sportivo più visto al mondo, non ha ricevuto un cachet milionario per l’esibizione. La NFL riconosce solo un compenso simbolico, spesso legato ai minimi sindacali, mentre copre interamente le spese di produzione e logistica. Il vero ritorno per l’artista è l’esposizione globale: un effetto immediato su streaming, vendite discografiche, merchandising e potenziale incremento dei tour nei mesi successivi.

 

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Diverso il discorso per i costi dello spettacolo. Anche se non sono stati diffusi dati ufficiali per l’edizione 2026, le stime basate sugli Halftime Show degli ultimi anni collocano il budget complessivo tra i 10 e i 13 milioni di dollari, una cifra che include palco modulare, scenografie, luci, coreografie, regia televisiva, sicurezza ed effetti speciali. Un investimento che la NFL sostiene per trasformare l’intervallo in un evento culturale globale, capace di parlare ben oltre il football.

 

 

(Credits: Getty Images)