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Test Will Smith: da inquietante a clip perfetta, il progresso dell’IA
Dal meme horror del 2023 alla svolta tecnologica: ora l’IA supera l’esame
12 Febbraio 2026
C’è stato un momento in cui vedere Will Smith mangiare un piatto di spaghetti generati al computer era più simile a un incubo digitale che a un esperimento tecnologico. Era il 2023 e i primi video creati con Intelligenza artificiale, attraverso modelli come Stable Diffusion, mostravano tutti i loro limiti: volti che si deformavano a ogni boccone, espressioni fuori controllo, pasta che fluttuava nell’aria senza gravità.
L’attore simbolo di Il Principe di Bel Air e protagonista di saghe come Men in Black diventò inconsapevolmente il banco di prova perfetto. Il filmato fece il giro dei social, suscitando ironia e inquietudine. Un utente sintetizzò il sentimento collettivo con un commento diventato virale: “Aiuto, è terrificante”. Quel video, oggi, è considerato l’atto di nascita del cosiddetto “Test Will Smith”, un parametro informale con cui la rete misura l’evoluzione della generazione video tramite IA.
Will Smith spaghetti progression – year by year
by
u/MetaKnowing in
aivideo
I progressi tra 2024 e 2025
Un anno dopo, nel 2024, un nuovo tentativo mostrò miglioramenti evidenti. I movimenti erano più fluidi, la scena più coerente, ma qualcosa continuava a non convincere. Il volto dell’attore appariva ancora gonfio e straniante, mentre una forchettata di spaghetti sembrava sospesa nel vuoto, come dimentica delle leggi della fisica.
Nel 2025 il salto è stato ancora più netto. Il sorriso era naturale, la postura credibile, l’interazione con il cibo quasi realistica. Restavano piccoli dettagli distorti – una forchetta leggermente deformata, micro-espressioni non perfettamente sincronizzate – ma il confine tra reale e artificiale iniziava a farsi sottile. Il deepfake non era più soltanto un gioco sperimentale: stava diventando uno strumento capace di ingannare l’occhio distratto.
Il 2026 e il video che sembra Hollywood
Poi arriva il 2026, e il test cambia categoria. Non più un semplice uomo che mangia spaghetti davanti alla telecamera, ma una scena costruita con linguaggio cinematografico. Smith è seduto a tavola con un ragazzo, l’illuminazione è curata, le inquadrature dinamiche. Sembra un estratto da una produzione hollywoodiana.
La vera sorpresa è l’audio. Le voci sono credibili, calde, perfettamente sincronizzate con i movimenti delle labbra. Ma sono generate anch’esse dall’IA. A un certo punto, l’attore guarda il giovane interlocutore e dice: “Sai che le voci sembrano vere ma sono generate con l’IA?”. È una dichiarazione metanarrativa, quasi una strizzata d’occhio allo spettatore. Il finale ha il tono di uno spot pubblicitario, con Smith che chiude così: “Tranquillo ragazzo, mangia gli spaghetti”.
Il “Test Will Smith” diventa quindi qualcosa di più di un meme: è la dimostrazione concreta di quanto, in appena tre anni, la tecnologia generativa abbia ridotto la distanza tra simulazione e realtà. Da video disturbante a clip impeccabile, il percorso dell’IA passa anche da un piatto di pasta.
(Credits: Reddit @MetaKnowing)