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Troppo intelligenti per l’amore? Cosa dice davvero la scienza
Il cervello conquista, ma quando il QI viene percepito come eccezionale l'attrazione può diminuire
3 Agosto 2026
L’intelligenza affascina. Fa brillare una conversazione, aiuta a risolvere i problemi e al primo appuntamento non guasta mai. Ma esiste un limite oltre il quale inizia a fare paura?
A suggerirlo è uno studio pubblicato sulla rivista Intelligence, firmato dagli psicologi Gilles Gignac e Zoe Callis della University of Western Australia. Su un totale di 456 partecipanti, è stato chiesto di valutare quanto trovassero desiderabile un potenziale partner con diversi livelli di quoziente intellettivo.
Il QI piace, ma fino a un certo punto
Il risultato è curioso: l’attrattiva aumentava fino al 90° percentile, cioè un livello superiore a quello del 90% della popolazione. Passando al 99° percentile, quello dei cervelli da top 1%, il gradimento calava in modo statisticamente significativo. Lo stesso calo non è stato osservato per l’intelligenza emotiva, che risultava anzi leggermente più desiderabile del semplice QI.
Tra chi aveva ridotto le proprie valutazioni ai livelli più alti, il 60% indicava timori legati alla compatibilità e il 40% dubbi sulle abilità sociali. In pratica: “Riusciremo a capirci?” o “Passerà tutta la cena a correggermi la grammatica?”
Essere intelligenti non significa amare peggio
Prima di buttare il diploma, una precisazione importante. Lo studio analizza le preferenze nella scelta di un partner, non la qualità delle relazioni reali. Un altro studio pubblicato su Personality and Individual Differences ha analizzato 202 uomini in coppia: un’intelligenza più elevata era associata a un maggiore investimento nella relazione e a una minore presenza di comportamenti problematici.
Il vero ostacolo, quindi, non sembra essere il QI. Sono i pregiudizi che ci costruiamo intorno. Come conclude la ricerca: il cuore non chiede il risultato di un test. Controlla solo se siete sulla stessa frequenza.