Vai al contenuto
Home » Articoli » Tutto news » Tutte le curiosità su Trionda, il pallone ufficiale dei Mondiali 2026

TUTTO NEWS

Tutte le curiosità su Trionda, il pallone ufficiale dei Mondiali 2026

Il significato del nome, il design in omaggio ai Paesi ospitanti e la tecnologia del nuovo pallone intelligente dotato di chip per il VAR

26 Maggio 2026

L’evoluzione tecnologica nel calcio raggiunge un nuovo traguardo per i Mondiali 2026, che si giocheranno tra Stati Uniti, Canada e Messico. Il protagonista di questa svolta è Trionda, il pallone ufficiale.

 

Visualizza questo post su Instagram

 

Un post condiviso da adidas Football (@adidasfootball)

 

Perché il pallone dei Mondiali 2026 si chiama “Trionda”?

La novità principale sta nel fatto che bisogna ricaricare la sua batteria interna prima di ogni incontro. Secondo le ultime informazioni tecniche, l’autonomia del dispositivo è di circa sei ore, un tempo calcolato per coprire senza problemi i tempi regolamentari, gli eventuali supplementari e le interruzioni di gara.

Il design della sfera è un omaggio diretto alle tre nazioni ospitanti. Come riportato da Skuola.net, il nome stesso fonde il prefisso “tri” e il termine “onda”. La grafica integra elementi simbolici e cromatici specifici: il verde con l’aquila per il Messico, il blu con la stella per gli Stati Uniti e il rosso con la foglia d’acero per il Canada.

Dal punto di vista della forma, il pallone è composto da soli quattro pannelli, una scelta studiata per garantire massima stabilità in volo e un controllo perfetto anche in presenza di forte umidità sul campo.

 

Visualizza questo post su Instagram

 

Un post condiviso da FIFA World Cup (@fifaworldcup)

 

Come Trionda invia i dati in tempo reale alla sala VAR

Sotto il rivestimento esterno si nasconde il vero nucleo hi-tech di Trionda: un microchip con sensore di movimento da 500 Hz. Il sensore è inserito direttamente all’interno di uno dei pannelli, bilanciato da contrappesi invisibili nelle restanti sezioni per preservare l’equilibrio della sfera.

Questo strumento trasmette dati sulla posizione in modo continuo alla sala del VAR, registrando con precisione assoluta il momento esatto in cui avviene l’impatto con il piede o con il corpo del calciatore.

 

Fuorigioco e falli di mano

I dati raccolti ovviamente non sostituiscono l’autorità degli arbitri, ma forniscono un supporto concreto per ridurre i margini d’errore. L’apporto di Trionda sarà determinante soprattutto in due casi:

  • Fuorigioco millimetrici: individua l’istante preciso del passaggio, permettendo di definire la posizione dei giocatori senza i dubbi legati al singolo frame video.
  • Falli di mano dubbi: il sensore rileva anche le micro-vibrazioni provocate da sfioramenti impercettibili, facilitando l’analisi dei tocchi d’area.

 

 

(Credits: Getty Images)