A una donna della provincia di Napoli giudicata colpevole di molestie e disturbo alla persona, è stata inflitta una condanna di un mese di reclusione, pena poi sospesa, per aver inviato 70 messaggi vocali via whatsapp in poco più di mezzo’ora.
Il reato di molestia e disturbo alla persona risale all’agosto del 2021, quando in una famiglia di Striano scoppiano le liti riguardo all’utilizzo di una casa nel periodo estivo.
Il padre della vittima delle molestie vocali aveva concesso a tutti i suoi figli l’uso dell’immobile a turno, ma nel corso dell’estate sono nate delle tensioni quando uno dei figli aveva deciso di occupare la casa nel periodo che spettava alla sorella.
Nel litigio familiare sono stati coinvolti un fratello e la compagna e una sorella, ma a litigare pesantemente sono state le due cognate.
In particolare la sera del fattaccio la compagna dell’uomo ha inviato alla cognata 70 messaggi vocali, ognuno con contenuto minatorio e offensivo, espressioni piuttosto aggressive, minacce, rivendicazioni (per conto del compagno) dei diritti di proprietà sull’immobile: una vera e propria persecuzione vocale che il giudice del Tribunale di Torre Annunziata non ha ritenuto affatto di lieve entità.
Anzi, nella motivazione della sentenza si legge “non sussiste la lieve entità dei fatti in ragione della reiterazione della condotta, sebbene nell’ambito di un ristretto arco temporale, che ha dato luogo a un contesto offensivo non riconducibile nell’alveo della lieve entità”.
