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Birra, in calo la produzione mondiale

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Si beve meno birra in tutto il mondo e la sua produzione è diminuita, se si fa eccezione per l’Africa dove si assiste al contrario a un leggero aumento.

In Germania, da sempre il più grande mercato dell’Europa occidentale, la produzione di birra nel 2025 è diminuita di circa il 5,6%: un fatto storico, visto che è la prima volta che il Paese registra un calo delle vendite, scese sotto la soglia degli 80 milioni di ettolitri.

Nel resto dell’Unione Europea non va meglio e la produzione totale è diminuita del 3,1%.

L’Italia rappresenta un caso a sé, come spiega AssoBirra: la produzione nazionale è calata rispetto alla concorrenza estera, ma si assiste a una forte crescita del segmento analcolico, che tra il 2024 e il 2025 ha quasi raddoppiato la sua quota di incidenza sul mercato.

Nel resto del mondo, dove a trainare il settore sono Cina, Stati Uniti, Brasile, Messico e Russia, la produzione è diminuita dello 0,7% nelle Americhe, dell’1,2% in Asia per effetto del trend negativo della Cina.

Ma perché sta calando la produzione di birra?

Il motivo principale, secondo gli esperti, è legato principalmente al calo della produzione globale del luppolo: solo nel 2025 la superficie coltivata è diminuita del 5,5% (52.660 ettari di terreno) e il volume di raccolta del 3,8%.

A questa motivazione si aggiunge un fenomeno legato al cambiamento delle abitudini dei consumatori, pare sempre più indirizzate a una maggiore consapevolezza del benessere fisico.

Dovremo dire addio alla birra?

BarthHaas, il più grande commerciante di luppolo al mondo, al riguardo è prudente: la produzione di birra si stabilizzerà, ma non si prevedono slanci di ripresa.

In buona sostanza la produzione rimarrà invariata nel 2026, pur con una leggera tendenza al ribasso.

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