Monumenti antichi sfregiati, fontane storiche trasformate in piscine nelle giornate estive, simboli eterni come il Colosseo riempiti di graffiti, selfie inappropriati vicino a opere d’arte dal valore inestimabile: perché il turista, senza fare di tutta un’erba un fascio, si comporta male in vacanza?
Questo fenomeno ha un nome, la sindrome del turista per l’appunto, e riguarda la tendenza sempre più diffusa di comportarsi in maniera irrispettosa quando si è lontani da casa, compiendo azioni che magari nella vita quotidiana non si farebbero mai.
A pesare su questo fenomeno sono i dati emersi da un’indagine che ha visto coinvolto un campione di viaggiatori: il 56% di essi ha ammesso di comportarsi in viaggio come non si comporterebbe mai a casa propria.
La percentuale, tra i più giovani, sale preoccupantemente al 70%.
Ma perché ci si comporta male, con azioni che a casa propria non sarebbero tollerate in alcun modo?
Banalmente tra i motivi alla base di questo fenomeno ci sono il fatto che la vacanza rappresenta un momento per rilassarsi e divertirsi (40,6%), oppure perché in vacanza si tende a uscire dalla zona di comfort per creare dei ricordi (40,3%) e perché se nessuno ti conosce, ci si può comportare anche diversamente dal solito.
E infine il punto finale: per il 49,1% sono i social media a indurre i peggiori comportamenti durante le vacanze.
Ma godersi il meritato riposo in località affascinanti insieme ad amici e famiglia, non è più sufficiente?
