26 Marzo 2026
Comportarsi male in vacanza, la sindrome del turista
Monumenti antichi sfregiati, fontane storiche trasformate in piscine nelle giornate estive, simboli eterni come il Colosseo riempiti di graffiti, selfie inappropriati vicino a opere d’arte dal valore inestimabile: perché il turista, senza fare di tutta un’erba un fascio, si comporta male in vacanza?
Questo fenomeno ha un nome, la sindrome del turista per l’appunto, e riguarda la tendenza sempre più diffusa di comportarsi in maniera irrispettosa quando si è lontani da casa, compiendo azioni che magari nella vita quotidiana non si farebbero mai.
A pesare su questo fenomeno sono i dati emersi da un’indagine che ha visto coinvolto un campione di viaggiatori: il 56% di essi ha ammesso di comportarsi in viaggio come non si comporterebbe mai a casa propria.
La percentuale, tra i più giovani, sale preoccupantemente al 70%.
Ma perché ci si comporta male, con azioni che a casa propria non sarebbero tollerate in alcun modo?
Banalmente tra i motivi alla base di questo fenomeno ci sono il fatto che la vacanza rappresenta un momento per rilassarsi e divertirsi (40,6%), oppure perché in vacanza si tende a uscire dalla zona di comfort per creare dei ricordi (40,3%) e perché se nessuno ti conosce, ci si può comportare anche diversamente dal solito.
E infine il punto finale: per il 49,1% sono i social media a indurre i peggiori comportamenti durante le vacanze.
Ma godersi il meritato riposo in località affascinanti insieme ad amici e famiglia, non è più sufficiente?