Site icon

Don Salam diceva messa e confessava, ma non era un prete

#image_title

Per tutti i parrocchiani di tre chiese di Torino, Don Salam era semplicemente il giovane sacerdote che diceva messa, raccoglieva confessioni e dispensava comunioni.

Per 4 mesi Don Salam si è mosso indisturbato tra la parrocchia di Santa Rosa da Lima, quella di San Leonardo Murialdo e Nostra Signora del Sacro Cuore di Gesù, ma qualcuno particolarmente attento ha iniziato a dubitare di lui, soprattutto dopo aver visto una foto.

I dubbi sono nati inizialmente per uno stile particolare nel dire messa, imputabile al fatto che Don Salam proveniva da una Chiesa copta, ma è stata una foto del giovane a mettere in allarme un parrocchiano che si è deciso a telefonare al parroco di San Leonardo Murialdo per esporre le sue perplessità.

Secondo l’uomo, quella foto non poteva ritrarre un sacerdote.

Don Salam si era presentato a Torino con una documentazione che indicava un’ordinazione risalente all’inizio del 2025, e ha iniziato a concelebrare e poi sostituire altri sacerdoti senza dare problemi.

Ma Don Mario Aversano, vicario episcopale per la pastorale, una volta informato dei dubbi del parrocchiano riguardo alla presunta falsa identità di Don Salam, ha approfondito i controlli, scoprendo che i documenti di ordinazione vantati dal giovane parroco non erano mai usciti dal vicariato e pure l’iscrizione al Politecnico a cui aveva fatto cenno, era completamente inventata.

Don Salam di fatto è Salam Faragalla, 25enne di origini egiziane, che si è finto prete per motivi ancora sconosciuti.

La Diocesi ha allontanato prontamente il giovane e ha cancellato il suo nome dal proprio sito, poi ha presentato regolare denuncia alla Procura per truffa.

Non si esclude che al piano penale si possano aggiungere le sanzioni del diritto canonico, come la scomunica latae sententiae.

Tra i parrocchiani c’è ancora stupore e soprattutto preoccupazione: che ne saranno dei loro segreti esposti a Don Salam durante le confessioni?

E benché per la Diocesi il caso sia chiuso, ci si chiede come abbia fatto un uomo senza documenti reali a svolgere per mesi le funzioni sacerdotali.

Exit mobile version