26 Maggio 2026
Emilia Romagna, la riapertura delle scuole il 31 di agosto accende le polemiche
L’ultima campanella in Italia suona a giugno e poi fino a settembre non se ne parla più.
Ma le esigenze delle nuove reti familiari e dei relativi modelli lavorativi, trasforma la lunga pausa estiva in un complesso gioco di incastri ed equilibri tra ferie dei genitori, centri estivi (spesso esosi), disponibilità dei nonni (quando ci sono) e molto sangue freddo.
L’Emilia Romagna quest’anno ha deciso di riaprire le scuole primarie in largo anticipo, il 31 agosto, con attività extrascolastiche che anticiperanno la ripresa ufficiale delle lezioni.
La scelta arriva dopo mesi di dibattiti sulla possibilità di modificare il calendario scolastico, opzione poi abbandonata a favore di un modello che punta non tanto a ridurre le vacanze, quanto a utilizzare gli spazi scolastici in un modo differente.
La scuola aperta d’estate per gli alunni dai 6 agli 11 anni, si trasforma in luogo di aggregazione e punto di riferimento con attività personalizzate come corsi sportivi, laboratori artistici, orti didattici, percorsi di recupero e perfino consulenza psicologica.
Il governo, con il Piano Estate 2026, ha stanziato 300 milioni di euro per finanziare progetti di questo tipo durante i mesi di sospensione dalle regolari lezioni, ai quali ogni scuola deciderà se aderire.
Uno dei nodi cruciali infatti, oltre all’organizzazione di tutte le attività prima della fine dell’anno scolastico, sarà l’adesione dei docenti, che resta volontaria.
Ma se molti genitori accolgono con sollievo il nuovo modello, c’è anche chi lo teme e non a caso.
Albergatori e balneari della Romagna, ad esempio, hanno preso posizione circa la decisione di riaprire il 31 di agosto: dopo anni di tentativi di valorizzare settembre, sostenendo le attività balneari a lavorare più a lungo, questa notizia arriva come una doccia fredda.
Il rischio, dicono gli operatori, è che la possibilità di spedire i pargoli a scuola in anticipo incida negativamente sulla coda della stagione estiva.
Insomma, se la scuola riparte, la vacanza finisce.
Sarebbe stato più rivoluzionario, sostengono, ragionare sul primo di ottobre e non sul 31 agosto.
Evidentemente una provocazione in risposta alla prospettiva di perdere quasi un mese di lavoro per stabilimenti balneari e altre attività legate al turismo, da sempre legati a doppio filo al calendario scolastico.