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Estate 2026, 9 italiani su 10 connessi anche in vacanza

Four friends lounge on beach chairs under a thatched umbrella, each absorbed in their phones on a sunny tropical beach. Nested palm trees and turquoise water line the horizon behind them.

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Gli italiani non riescono a staccare la spina, nemmeno in vacanza.

E a nulla vale il profumo del mare, una spiaggia paradisiaca, il rumore delle onde e chilometri di distanza dalla frenesia quotidiana: è sufficiente una vibrazione o un trillo, che le distanze si annullano e si è di nuovo al lavoro.

Secondo il Centro Studi Pool Pharma, ben 9 italiani su 10 ammettono di non riuscire a disconnettersi davvero e di continuare a controllare messaggi e mail di lavoro almeno una volta al giorno durante le vacanze.

Il risultato?

L’organismo non recupera mai, in alcuni casi si accumula altro stress, il cervello continua a comportarsi come se si trovasse ancora sul lavoro e potrebbero apparire anche conseguenze legate a processi fisiologici come la circolazione e l’equilibrio dei liquidi corporei.

Il caldo già favorisce la ritenzione idrica dando sensazioni spiacevoli di gonfiore e pesantezza agli arti inferiori, ma proprio quando è il momento di staccare e recuperare il benessere, lo smartphone sempre acceso e connesso contrasta ogni fase di reale recupero.

A pagarne maggiormente le conseguenze pare siano le donne, che in genere hanno un carico mentale e fisico pesante, fatto di responsabilità familiari, organizzative, e professionali.

Non che agli uomini vada meglio, ma è noto che gli impegni di una donna non terminano all’uscita dal lavoro, semplicemente cambiano contesto e si trasferiscono tra le mura domestiche.

La vera vacanza, precisano gli esperti, non è su un’atollo sperduto nell’Oceano o in un rifugio ad alta quota circondati dal silenzio: il vero lusso è quello di spegnere il telefono e imparare a disconnettersi, che tanto il mondo va avanti ugualmente.

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