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Firenze, in ospedale con il gatto Pitagora

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È arrivato un nuovo dottore all’Ospedale Pediatrico Meyer, ma non indossa camice e nemmeno prescrive farmaci: si chiama Pitagora, è un gatto con il pelo rosso e il suo sguardo sornione cattura chiunque.

Per la prima volta è stato inserito un felino nel progetto di pet therapy dell’ospedale fiorentino che, da oltre 25 anni, è pioniere negli interventi assistiti con animali, grazie alla proficua collaborazione con l’associazione Antropozoa.

Ma perché proprio un gatto?

Rispetto al cane, spiegano, il gatto favorisce delle modalità relazionali diverse ed è particolarmente indicato per quei pazienti che presentano difficoltà nella fiducia interpersonale e nella regolazione emotiva.

Pitagora favorisce una relazione con gesti semplici, naturali ma molto profondi, come accarezzarlo, giocare con lui, averne cura.

Anche nei contesti più fragili, Pitagora stimola dinamiche spontanee, favorisce un clima accogliente, promuove attenzione, memoria e concentrazione, oltre alla comunicazione e non solo quella verbale.

Per ora Pitagora ha compiuto la sua prima visita trascorrendo due ore in uno dei reparti più delicati, quello di Psichiatria dell’infanzia e dell’adolescenza.

Il programma prevede che Pitagora entri in ospedale una volta alla settimana, in ambienti opportunamente igienizzati prima e dopo, e che incontri pazienti selezionati da un’equipe multidisciplinare composta da medici, infermieri ed esperti di interventi assistiti con animali.

Insieme a lui operano tra gli altri, la psicologa Francesca Mugnai e l’operatore Alexis Gerakis, insieme a un team di veterinari ed etologi che si preoccupano di monitorare il benessere e il comportamento del gatto.

Credit photo: ©antropozoa

www.antropozoa.it

 

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