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25 Giugno 2025

Gli incubi frequenti aumentano il rischio di morte precoce

A chi non è mai capitato di fare un incubo?

I sogni terrificanti, accompagnati da angoscia e senso di oppressione, caratterizzano tutta la vita di un individuo: quando si è piccoli prendono vita da paure o eventi particolarmente stressanti e sono legati a mostri e creature spaventosi a causa della grande immaginazione tipica dell’età, ma quando si è adulti a cosa sono dovuti?

In età adulta l’incubo è dovuto a un forte stress, a preoccupazioni legati alla vita quotidiana, all’assunzione di alcuni farmaci o a disturbi tipici di condizioni mediche particolari.

Una nuova ricerca presentata al Congresso 2025 dell’Accademia Europea di Neurologia ha evidenziato come gli incubi frequenti siano associati a un invecchiamento biologico accelerato e a un conseguente rischio di morte prematura.

Lo studio, sotto la guida del dottor Abidemi Otaiku dell’UK Dementia Research Institute e dell’Imperial College di Londra, ha preso in analisi i dati relativi alla frequenza degli incubi di 2.429 bambini di età compresa tra gli 8 e i 10 anni e di 183.012 adulti di età compresa tra i 26 e gli 86 anni.

Gli adulti con incubi a cadenza settimanale, riferisce lo studio, avevano una probabilità più che tripla di morire prima dei 70 anni rispetto a coloro che manifestavano incubi raramente o mai.

I bambini e gli adulti con incubi più frequenti mostravano inoltre un invecchiamento biologico molto più rapido rispetto a chi non ne aveva, tale da spiegare il 40% dell’aumento del rischio di mortalità.

Addirittura gli incubi settimanali rappresenterebbero un fattore predittivo di morte prematura ben più forte rispetto ad altri fattori più comunemente noti, come il fumo, l’obesità, la cattiva alimentazione e la scarsa attività fisica.

Gli incubi portano a un aumento prolungato del cortisolo, l’ormone dello stress più strettamente legato al rapido invecchiamento cellulare.

Un accumulo di cortisolo e quindi di stress a causa di incubi ricorrenti, non solo comporta un disturbo della qualità del sonno, compromettendo il processo di ripristino e riparazione cellulare, ma può impattare negativamente sul processo naturale di invecchiamento.

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