In decisa controtendenza nell’epoca di social, piattaforme e connessione a tutti i costi e a tutte le latitudini, molti giovani oggi stanno scegliendo di scendere dalla giostra e tornare alla socialità tout-court.
Il fenomeno degli offline club si sta espandendo rapidamente in Europa con spazi dedicati agli eventi pubblici, agli incontri, a pub e ristoranti dove i cellulari e i devices in generale sono banditi.
L’idea è partita dai Paesi Bassi ma si è già guadagnata consensi in grandi città come Berlino, Londra, Parigi, Milano e Barcellona, arrivando perfino a Dubai.
Che sia in atto un cambiamento culturale tra i più giovani lo dimostrano i dati emersi da una recente indagine del British Standards Institution: il 68% dei ragazzi tra i 16 e i 21 anni ha dichiarato di essersi sentito peggio dopo aver trascorso molto tempo sui social e il 47% ha ammesso che preferirebbe vivere in un mondo senza internet.
Negli offline club vengono promossi giochi da tavolo, party letterari, attività creative che stimolano la riflessione e il dialogo, ma soprattutto viene praticata con grande convinzione la digital detox a favore dei rapporti sociali.
E se siamo davvero a un ritorno dell’autenticità, ce lo diremo tra qualche anno.
