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Ombrelloni e lettini, l’estate attrezzata non è per tutte le tasche

Sunlit beach with rows of blue and white striped umbrellas and lounge chairs; a couple relaxes on a chair near the water.

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Negli ultimi cinque anni le tariffe degli stabilimenti balneari sono aumentate del 24%, con un +6% quest’anno rispetto al 2025 (ma che in alcune località raggiunge il 16%).

A dirlo è Altroconsumo, l’associazione indipendente di consumatori che ha raccolto le informazioni sui costi delle spiagge attrezzate e ha stilato una classifica delle località balneari più care.

In breve ha contattato in forma anonima 222 stabilimenti distribuiti tra nord e sud, come Lignano, Rimini, Senigallia, Viareggio, Palinuro, Gallipoli, Alghero, Taormina e Anzio, raccogliendo le tariffe applicate nella prima settimana di agosto.

Dall’analisi è emerso che il prezzo per una settimana in prima fila con ombrellone e due lettini più caro in assoluto è di Alassio, in provincia di Savona, dove si spenderebbe la bellezza di 368 euro di media.

Al capo opposto troviamo invece Lignano, con soli 164 euro, che si rivela la località più economica.

Prendendo in esame invece la media delle prime quattro file, Alassio resta in testa con 340 euro, seguita da Gallipoli con 324 euro, Alghero con 274 e via a seguire Taormina e Giardini Naxos con 237 euro e Viareggio con 232 euro.

Più economiche le località di Palinuro (188 euro), Anzio (179 euro), Senigallia (159 euro) e Rimini con 158 euro; in fondo si conferma Lignano con 157 euro.

La scelta di uno stabilimento balneare attrezzato non è un obbligo, visto che seppur rare, le spiagge libere esistono ancora, ma la presenza di servizi ed equipaggiamenti, soprattutto se ci sono pargoli, è fattore discriminante.

Si distingue in questo senso Spotorno, in Liguria, dove il Comune ha scelto di aumentare il numero di spiagge libere garantendo però i servizi essenziali come la pulizia, il salvataggio, le docce e i bagni senza costi aggiuntivi.

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