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16 Dicembre 2025

Palermo, mazzette per rilasciare le salme dall’obitorio

Mazzette pure da morti, agghiacciante ma vero.

Succede a Palermo, nella camera mortuaria del Policlinico dove, grazie a un’indagine condotta dai poliziotti della squadra mobile guidata da Antonio Sfameni, sono stati scoperti 4 impiegati che chiedevano abitualmente soldi per accelerare le pratiche di rilascio delle salme.

L’inchiesta è partita lo scorso anno a gennaio, quando una ditta di pompe funebri di Milano aveva contattato un’analoga agenzia di Palermo al fine di accordarsi per trasferire in Lombardia la salma di un cittadino greco morto in Sicilia.

Alla richiesta l’agenzia palermitana avrebbe informato dell’esistenza di una spesa aggiuntiva da sostenere, ovvero 100 euro per uno degli impiegati della camera mortuaria.

Motivo: “qui funziona così”.

La conversazione avvenuta tra le due agenzie è stata intercettata dalla polizia di Milano, impegnata in un’altra indagine, che ha provveduto immediatamente a inviare l’informativa a Palermo, dove la procura a sua volta ha dato il via a un’altra indagine.

Dopo diverse intercettazioni audio e video, è emerso un modus operandi assolutamente consolidato e mai osteggiato secondo il quale quotidianamente gli operatori della camera mortuaria praticavano il mercimonio della propria pubblica funzione, con tanto di tariffario.

A un uomo sono stati chiesti 50 euro solo per vedere la moglie nei sotterranei prima del suo arrivo in obitorio, ma vi è stato un caso in cui, per l’espianto di un pacemaker, è stata versata la mazzetta di 200 euro.

Dalle intercettazioni gli inquirenti hanno scoperto che la tariffa base era sempre di 100 euro e che esisteva un patto tra i 4 impiegati che, qualora uno di essi fosse stato assente o in malattia, gli utili si dividevano comunque.

A finire nelle indagini, oltre ai 4 impiegati accusati di associazione a delinquere e trasferiti momentaneamente dal Policlinico ad altri incarichi, ben 11 ditte di pompe funebri del territorio, che risponderanno del reato di corruzione.

Prossimamente il gip interrogherà gli indagati e deciderà sull’emissione della misura cautelare.

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