Con la stagione estiva alle porte e la drammatica carenza di personale per le spiagge, le attività e le associazioni di categoria balneari lanciano un allarme.
Le spiagge a corto di personale (il classico bagnino), potrebbero dover affrontare problemi di sicurezza oltre che di operatività.
Come spiega Antonio Capacchione presidente del Sindacato Italiano Balneari, il problema della carenza di personale è soprattutto demografico: i ragazzi sono sempre meno e in ogni caso tendono a un’occupazione continuativa.
Ma c’è di più: lavorare d’estate scoccia, molti scelgono di divertirsi insieme ai coetanei anziché rastrellare spiagge e sistemare lettini.
Del resto il tipo di lavoro ha le sue peculiarità: il servizio inizia alle 9 e termina alle 19, i weekend ovviamente sono occupati e il clou è ad agosto.
Chi si presenta per tentare di essere assunto, anche a fronte di stipendi di tutto rispetto, 2000 euro al mese con contratto e contributi, spesso chiede di poter avere i weekend liberi e magari pure le ferie ad agosto.
Insomma, il problema della carenza di personale non è assolutamente economico.
Quel che manca è semmai l’incentivo, utile a convincere chi è disposto a sacrificare l’estate per monetizzare il più possibile in un tempo concentrato in pochi mesi.
A tal proposito l’associazione di categoria ha proposto al governo l’introduzione di un titolo di preferenza nei concorsi pubblici per chi svolge questa attività di pubblico servizio, ma la proposta finora è rimasta in sospeso.
“I ragazzi che scelgono di lavorare d’estate – sottolinea Capacchione – svolgendo un lavoro di pubblica utilità come salvare vite umane, meriterebbero di essere premiati”.
