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The Kolors, Stash: “Ho truccato la carta d’identità per ‘Amici’”
Dalla gavetta con 14 euro al successo di “Italodisco”: il frontman della band si racconta
3 Aprile 2026
Prima delle hit radiofoniche e dei dischi di platino, i The Kolors erano una band che suonava nei locali milanesi con pochissime certezze. Milano, Navigli, concerti quasi gratis e conti in rosso “avevamo 14 euro ad un certo punto”: è da lì che parte la storia del gruppo guidato da Stash, nato tra amicizia e passione condivisa. Il trio viveva in una mansarda e cercava visibilità suonando ovunque, mentre il primo disco in inglese non otteneva l’attenzione sperata.
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La chiamata da “Amici”
La situazione era talmente complicata che la band stava per trasferirsi a Londra. In quei giorni, però, arriva la chiamata che cambia tutto: Francesco Sarcina li vuole a Amici. Stash in un’intervista con Vanity Fair ricorda il momento decisivo e la sorpresa per una proposta inattesa. “Io avevo paura di farlo scoprire agli altri, Alex, da metallaro, sarebbe stato contrario. Alla fine – è il bello dell’essere amici e dell’essere in una band, si cambia idea – ci decidiamo per il sì, a patto di poter scegliere come vestirci. Non partiamo più, ma facciamo questo provino. Cantiamo due cover, ‘In ginocchio da te’ e un pezzo di Elisa, poi attacchiamo una bozza di ‘Everytime’, un brano nostro, che poi sarà il primo successo. Maria De Filippi si alza: ‘Questo è buono, perché siete voi. Negli altri si sente che state cercando di entrare nelle canzoni di qualcun altro. Se vi prendo, promettetemi di essere voi stessi’”.
Il retroscena: la carta d’identità modificata
La partecipazione al talent, però, rischiava di saltare per una questione anagrafica. Stash aveva superato il limite previsto e decide di tentare il tutto per tutto. “Sapevamo che il limite d’età per accedere ad Amici era 25 anni, io ne avevo 26. Morale? Trucco la carta d’identità, nella fotocopia del documento manometto la data di nascita. Chiaro, appena vanno a inserire i dati sul sistema qualcosa non torna. Alla fine – dopo varie tirate d’orecchie – si scopre che il limite era 26 e che gli altri componenti abbassavano l’età media del gruppo. Eravamo comunque dentro”.
Una musica non mainstream
Da quel momento cambia tutto. L’esperienza televisiva diventa il trampolino per il primo vero successo e la band inizia a costruire un’identità riconoscibile. Amicizia interna, decisioni condivise e ricerca musicale diventano gli elementi centrali del progetto, come sottolinea lo stesso Stash. “Siamo nerd di musica. Staremmo ore a smanettare con gli strumenti, facciamo un tipo di ricerca che non si addice al pop più mainstream. E infatti non ci spieghiamo il successo in radio. Davvero, se ce lo chiede, non sappiamo rispondere: è magico”.
La svolta con “Italodisco”
La vera svolta arriva anni dopo, quando il gruppo decide di cambiare approccio. Dopo un periodo altalenante, nasce Italodisco, seguita da altri brani di successo che ridefiniscono la traiettoria della band. Stash racconta quel momento come un passaggio decisivo: “Tra il 2021 e 2022, quando sono diventato padre per la seconda volta e per mettere da parte un gruzzoletto abbiamo fatto tanti live, dovunque. A un certo punto, però, ci è mancato lo studio. Prima di uno show a Pantelleria mi si è accesa una lampadina: dovevamo cambiare approccio, stile, tutto; gli altri mi hanno subito seguito, il nostro team di allora – con cui di lì a poco avremmo chiuso – ci ha capito. Separazione pacifica, era chiaro a tutti che serviva una svolta. Di lì a poco è nata ‘Italodisco’, poi ‘Un ragazzo una ragazza’, ‘Karma’, ‘Tu con chi fai l’amore’. Chi l’avrebbe detto”.
Il nuovo album analogico
Oggi i The Kolors presentano Rolling Stones, brano che anticipa un nuovo album suonato in modo completamente analogico, registrato su nastro e senza l’uso dell’intelligenza artificiale. Una scelta che diventa anche una frecciata al panorama musicale attuale. “Uno tutto suonato con suoni analogici, anche registrato su nastro, senza intelligenza artificiale. Dopo l’autotune, è l’ultima frontiera del pop. Anche a questo Festival c’era canzoni sviluppate con l’AI, le riconosco. Il problema non sono gli strumenti in sé, ma il fatto che il loro uso massiccio da parte di chi non ha talento né cose da dire appiattisce il mercato. Bisogna farsi notare”.
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(Credits: Instagram @thekolors_stash)