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“Kokushobi”: la parola giapponese per le temperature oltre i 40 gradi
Quando il clima cambia, cambia anche il vocabolario
28 Aprile 2026
Il linguaggio si evolve quando la realtà lo impone, e in Giappone questa evoluzione ha preso una forma precisa: “Kokushobi”, il termine scelto per descrivere le giornate in cui la temperatura supera i 40 gradi. Non si tratta di un semplice aggiornamento lessicale, ma del segnale concreto di un clima sempre più estremo, capace di riscrivere persino i bollettini meteorologici ufficiali.
La decisione è arrivata dalla Japan Meteorological Agency dopo un sondaggio nazionale che ha coinvolto 478.000 cittadini, chiamati a scegliere tra 13 possibili definizioni. Con oltre 203.000 preferenze, Kokushobi ha distanziato nettamente le alternative, imponendosi come parola capace di trasmettere l’idea di un calore “crudele” e implacabile. Il termine si inserisce in una scala già esistente che classifica le giornate sopra i 25, 30 e 35 gradi, segnando però un nuovo livello di allerta.
Record climatici e una realtà che accelera
Dietro questa scelta linguistica non c’è teoria, ma numeri difficili da ignorare. L’estate 2025 è stata la più calda mai registrata in Giappone dal 1898, con temperature medie superiori di 2,36 gradi rispetto alla norma. In soli tre mesi, la soglia dei 40 gradi è stata superata nove volte, con un picco di 41,8 gradi registrato a Isesaki.
Il confronto con l’anno precedente rende evidente la rapidità del cambiamento: nel 2024 i giorni oltre i 40 gradi erano stati quattro. Anche le grandi città hanno vissuto un’anomalia significativa. Tokyo ha registrato 25 giorni sopra i 35 gradi, contro una media storica di 4,5, mentre Kyoto ha raggiunto quota 52 giorni, quasi triplicando i valori abituali. Le previsioni indicano che questa tendenza continuerà anche nel 2026, rendendo il nuovo termine parte integrante del lessico quotidiano.
Il ruolo del cambiamento climatico globale
Gli esperti collegano direttamente questa escalation alla crisi climatica globale, alimentata dall’accumulo di gas serra e dall’aumento delle temperature oceaniche. Nel caso giapponese, il riscaldamento delle acque circostanti contribuisce a creare una cappa di calore persistente, che prolunga le ondate di caldo e intensifica fenomeni estremi come tifoni e piogge violente.
A livello globale, i dati confermano la stessa traiettoria. Il triennio 2023-2025 è stato il più caldo mai registrato, con il 2025 tra gli anni più roventi sia in Europa che nel mondo. Questo quadro rende evidente come il problema non sia locale, ma parte di una trasformazione climatica su scala planetaria.