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Ti svegli tra le 2 e le 4 di mattina? Ecco perché succede

I risvegli notturni sono un campanello d'allarme: stress, alcool e mancanza di zuccheri possono c’entrare

Woman lying in bed at night, resting her head on her hand while the alarm clock shows 2:37 AM.

10 Giugno 2026

Ti capita di svegliarti nel cuore della notte, sempre più o meno alla stessa ora, e di non riuscire più a riaddormentarti? Secondo quanto riportato da Unilad, molte persone si svegliano tra le 2 e le 4 del mattino e la spiegazione può avere a che fare con stress, abitudini sbagliate e cambiamenti del corpo.

 

Risvegli notturni: quali sono i motivi principali?

La dottoressa Deborah Lee, esperta di sonno, ha spiegato a Metro: “Il cortisolo, spesso definito l’ormone dello stress, inizia naturalmente ad aumentare nelle prime ore del mattino, quando il corpo si prepara al risveglio”. Il problema nasce quando l’organismo è già sotto pressione. Come aggiunge l’esperta: “Tuttavia, se si è ansiosi o sottoposti a stress prolungato, questo aumento può verificarsi prima o in modo più brusco, rendendo difficile riaddormentarsi e creando un circolo vizioso di sonno interrotto.”

In pratica, uno stress intenso o prolungato può anticipare il picco di cortisolo e rendere più facile svegliarsi durante la notte. Ma non è l’unica causa.

 

Le cattive abitudini che ti rubano il sonno

Stephanie Romiszewski, fisiologa e direttrice della Sleepyhead Clinic, sottolinea anche il peso delle cattive abitudini del sonno: usare dispositivi elettronici prima di dormire e non rispettare orari regolari può peggiorare la qualità del riposo.

Anche i cali di zuccheri, secondo la dottoressa Lee, possono mettere il corpo in allerta, aumentando adrenalina e cortisolo. L’alcol, invece, può favorire l’addormentamento ma disturbare il sonno mentre viene metabolizzato. A incidere possono essere anche variazioni ormonali, come in gravidanza o menopausa.

In alcuni casi, però, i risvegli notturni possono essere legati a condizioni come depressione, apnea notturna o reflusso gastroesofageo.