Vai al contenuto
Home » Articoli » Tutto news » Crisis friend: chi è l’amico che ti cerca solo nelle difficoltà

TUTTO NEWS

Crisis friend: chi è l’amico che ti cerca solo nelle difficoltà

Ti contatta solo quando ha un problema? Gli esperti spiegano chi è il crisis friend e come riconoscere un'amicizia sbilanciata

16 Luglio 2026

Secondo il rapporto Our Epidemic of Loneliness and Isolation del U.S. Surgeon General, circa una persona su due si sente sola. Reti sociali sempre più ridotte, relazioni sempre più superficiali, e un bisogno emotivo che finisce per concentrarsi su pochissime persone. È in questo contesto che nasce e prolifera il crisis friend e capire cos’è potrebbe cambiare il modo in cui guardi alcune delle tue amicizie.

 

Cos’è un crisis friend?

Come riportato da UNILAD, il termine ha guadagnato popolarità sui social, ma descrive una dinamica relazionale ben nota agli esperti: persone che cercano gli amici quasi esclusivamente nei momenti di crisi, mentre nei periodi sereni tendono a sparire.

L’esperta di relazioni Shasta Nelson, intervistata da USA Today, definisce il crisis friend come chi contatta gli amici quasi sempre in situazioni di difficoltà, senza coltivare il rapporto nella quotidianità. Nelson invita però a non confondere questa dinamica con una normale “crisis season”: un periodo temporaneo segnato da un lutto, una separazione o la perdita del lavoro. In questi casi è naturale avere bisogno di più supporto. Il problema nasce quando la crisi diventa l’unica modalità con cui si vive un’amicizia.

 

Perché il fenomeno è sempre più diffuso

Per spiegarlo, Nelson usa la metafora del conto corrente relazionale. Ogni momento condiviso, telefonata o gesto di vicinanza è un deposito. Ogni richiesta di aiuto è un prelievo. Se nel tempo il rapporto è stato alimentato da presenza e reciprocità, affrontare un periodo difficile non mette in crisi l’amicizia. Quando invece si continua a prelevare senza mai versare, il rapporto si sbilancia fino a generare frustrazione e distanza.

Reti sociali sempre più ristrette portano molte persone a concentrare bisogni emotivi su uno o due amici, aumentando il rischio di relazioni sbilanciate. Riconoscere il fenomeno non significa abbandonare chi è in difficoltà: significa costruire legami fondati su reciprocità e ascolto reale.