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La musica è innata? La risposta arriva dai neonati
Uno studio suggerisce che ritmo e melodia abbiano radici biologiche: i neonati riconoscono schemi musicali prima ancora di parlare
4 Agosto 2026
Il primo concerto della nostra vita potrebbe iniziare molto prima delle prime parole. Già nei primi giorni, il cervello dei neonati sembra riconoscere il ritmo, prevedere il battito successivo e reagire ai cambiamenti della melodia. La capacità di apprezzare la musica, quindi, potrebbe avere radici innate e biologiche.
A sostenerlo è Henkjan Honing, studioso di Cognizione musicale dell’Università di Amsterdam. Come riporta Focus, nel lavoro pubblicato su Current Biology distingue la musica, diversa tra epoche e culture, dalla musicalità: la predisposizione a percepire, produrre e organizzare i suoni.
Cosa riconoscono i neonati nella musica
Le prove più interessanti arrivano da bambini troppo piccoli per aver ricevuto un’educazione musicale. Gli studi indicano capacità precoci legate a ritmo, altezza e aspettative temporali. Non significa nascere con gusti già definiti, ma avere un cervello pronto a individuare schemi anche in una semplice sequenza di note.
E non siamo gli unici “animali musicali”. Uccelli, balene e alcuni primati mostrano abilità sonore e ritmiche, seppure in forme diverse dalle nostre. Il confronto tra specie aiuta gli scienziati a capire quanto queste capacità siano antiche e come possano essersi evolute.
Perché la musica ci unisce
Secondo Honing, la musicalità avrebbe collegato nel tempo circuiti cerebrali coinvolti nella percezione, nel movimento e nelle emozioni. Una combinazione utile per sincronizzare i gesti, condividere stati d’animo e rafforzare i legami all’interno di un gruppo. La musica potrebbe quindi essersi affermata anche come potente collante sociale.
Cultura, esperienza e allenamento continuano naturalmente a modellare ciò che ascoltiamo e il modo in cui suoniamo. La base, però, potrebbe essere presente già alla nascita. Forse è per questo che una ninnananna calma un neonato, un ritornello ci fa muovere senza pensarci e alcune canzoni sembrano parlarci prima ancora delle parole. In fondo, potremmo essere nati non soltanto per ascoltare musica, ma anche per cercarla.