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Alicia Keys, una “preghiera” per le proteste di New York e Ferguson

La cantante statunitense ha lanciato la sua ultima canzone "We Gotta Pray", un brano nato dalle proteste che stanno agitando gli States

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Alicia Keys, una “preghiera” per le proteste di New York e Ferguson. Sono giornate molto difficili quelle che si stanno vivendo a New York e a Ferguson. Una situazione incandescente che rischia di scatenare un’altra guerra razziale. Il primo episodio è legato all’assoluzione del poliziotto reo di aver ferito a morte Michael Brown, a Ferguson nel Missouri: una decisione che ha suscitato polemiche e reazioni forte anche nel mondo della musica. Ed a distanza di pochi giorni un episodio simile è accaduto anche a New York. I fatti risalgono al 17 luglio scorso quando Eric Garner, un colosso afroamericano di 43 anni ma malato di asma, è stato arrestato dalla polizia per contrabbando di sigarette, viene sbattuto a terra con violenza dagli agente che lo schiacciano con i loro corpi e che nonostante il grido d’aiuto dell’uomo (Non riesco a respirare, ndr) ne provocano la morte. Il poliziotto responsabile dell’accaduto, l’italo-americano Daniel Pantaleo, viene prosciolto dalle accuse. E da lì sono partite proteste in tutta la città messa in stato d’assedio.

Il brano. E Alicia Keys, che alla città aveva dedicato la bellissima “Empire State of Mind”, ha voluto provare a richiamare l’attenzione di tutti sul cambiamento e sulla pace: “Preghiamo per il mondo stanotte – recita nei versi della sua “We gotta pray” – qualcuno salvi qualcun altro stanotte”. Il video e la canzone sono un vero e proprio inno in risposta a quello che sta succedendo, un video che invita l’umanità a rimanere unità e a lottare per i propri diritti con immagini anche di Martin Luthert King, Ghandi e Mandela. La Keys dimostra così la sua attenzione per l’attualità e per i diritti dell’uomo, a distanza di qualche mese dalla sua “We are here” realizzata per il suo movimento di lotta per la giustizia sociale.

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