Amy Winehouse, il talento prima di tutto
Juliette Ashby, miglior amica della cantante, vorrebbe che Amy fosse ricordata per la sua musica e non per i suoi comportamenti
15 Settembre 2015
Amy Winehouse, il talento prima di tutto. La miglior amica della cantante inglese vorrebbe che Amy fosse ricordata per il suo talento e non per i comportamenti che l’hanno portata alla morte. La cantante di “Rehab” è morta quattro anni fa all’età di 27 anni a causa di un avvelenamento da alcol, dopo aver combattuto a lungo con le sue dipendenze. E Juliette Asby, sua amica di infanzia, si augura che le persone non mettano in secondo piano il suo talento: “Penso che Amy non meriti di essere ricordata solo per le due dipendenze. Sarebbe una cosa assolutamente ingiusta. Voglio che le persone celebrino Amy nello stesso modo in cui faccio io. So che in tanti pensano a lei ed alle cose terribili che le sono successo. Io invece vorrei che la gente si concentrasse sul fatto che ha avuto una vita stupenda. Ed alla fine ha avuto anche il suo momento di chiarezza. Lei era come tutti noi, ha avuto una grande vita con grandi amici ed un sacco di divertimento fino a quando le cose non sono diventate troppo grandi, e la situazione è andata in malore. Lei amava la vita ed era anche molto felice”.
Il ricordo. Juliette Asby rivela anche che l’aspirazione della Winehouse era quella di fare grande musica e non di essere famosa: “Quando eravamo piccole lei voleva fare la cameriera sui pattini, la scrittrice o la comica. La fama non è mai stata la sua motivazione, lo era la musica. Ci siamo sempre capite moltissimo. Lei è sempre stata molto fragile, e quando a questo aggiunti il successo, i soldi e le influenze negative, le persone che non sanno dirti di noi, allora avrai la ricetta perfetta per il disastro”.