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Carlos Alcaraz: “Sinner mi ha reso un giocatore molto migliore”
Un premio prestigioso, ma con il freno tirato a causa dell’infortunio
21 Aprile 2026
Il sorriso resta, ma il polso è immobilizzato in un tutore. Carlos Alcaraz si presenta da Sportivo dell’anno ai Laureus con un mix di entusiasmo e prudenza. Il riconoscimento lo consacra tra le icone globali dello sport, ma l’attenzione è tutta su quell’infortunio al polso che tiene in sospeso la sua stagione sulla terra battuta.
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I prossimi giorni saranno decisivi. L’obiettivo è chiaro: recuperare in tempo per gli Internazionali di Roma e il Roland Garros. Ma nulla è scontato, come spiega in conferenza stampa: “Sono giorni lunghi e stiamo cercando di fare tutto il possibile. Dobbiamo fare nuovi esami nei prossimi giorni e da lì capiremo come sta evolvendo la situazione e i passi da muovere. Sto cercando di essere positivo e motivato, ma sono giorni davvero lunghi…”.
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Il legame con Sinner che va oltre la rivalità
Se c’è un nome che accompagna costantemente il percorso dello spagnolo è quello di Jannik Sinner. Una rivalità che accende i campi ma si trasforma in stima reciproca fuori dal campo. Alcaraz non si spiega del tutto l’affetto del pubblico italiano, ma intravede una chiave nel rapporto costruito con il rivale azzurro.
“Penso che il buon rapporto che abbiamo Jannik ed io sia d’aiuto in questo. L’ho sempre detto: alla fine stiamo lottando per le stesse cose, per i tornei più importanti, per il numero uno. Stiamo lottando quasi per gli stessi record. Però il rapporto che abbiamo fuori dal campo, una volta usciti è molto buono, e lo è anche con il suo team. Credo che la gente lo apprezzi: gli italiani con me e gli spagnoli con Jannik. Credo che il fatto di ammirare quello che ciascuno dei due sta facendo, al di là della rivalità e dei titoli, sia importante. Bisogna ammirare ogni sportivo per lo sforzo e per quello che sta facendo. E ritengo che sia in Italia sia in Spagna ci si guardi reciprocamente anche in questo modo”, riporta la Gazzetta Dello Sport.
Una sfida che costruisce campioni
La loro non è solo competizione: è motore di crescita. Alcaraz lo ammette senza esitazioni, riconoscendo quanto la presenza di Sinner nel circuito abbia inciso sulla sua evoluzione. “Quello che posso garantire è che Sinner mi ha reso un giocatore molto migliore. Il fatto di averlo lì, il fatto di averlo come obiettivo in ogni allenamento, il cercare di limare quei piccoli dettagli che devo migliorare, soprattutto quando so che dovrò affrontarlo, è ciò che più mi fa crescere. Quindi sì, l’ho già detto: sono molto grato che sia nel circuito, perché mi spinge a dare il cento per cento un giorno dopo l’altro”.
Un talento ancora in costruzione
A 22 anni, Alcaraz guarda avanti con lucidità. Sa di non aver ancora raggiunto il massimo. “Spero che la mia versione migliore non sia ancora uscita. Sono molto giovane per dire di aver raggiunto il mio massimo potenziale. Penso che mi resti ancora tempo, mi resti ancora tanto per continuare a imparare, per migliorare in tutti gli ambiti: tennistico, fisico e mentale. Quindi spero che tra qualche anno venga fuori il miglior Carlos Alcaraz”.
Competizione, famiglia e una vita tra due mondi
Dietro il talento c’è una personalità feroce in gara ma equilibrata nella vita privata. La competitività non si spegne mai, neanche lontano dai riflettori. “Potete chiedere al mio team: ogni volta che gioco con loro, con i miei fratelli, con gli amici, in qualsiasi cosa in cui si gareggi io proprio non voglio, non posso perdere”.
E poi c’è il contrasto tra la quotidianità e i grandi eventi, tra casa e red carpet. “A me piace innanzitutto stare a casa, nel mio Paese, con i miei amici più cari. E mi piace anche partecipare a questo tipo di eventi, circondato da leggende, circondato da persone che si sono costruite un grande percorso. Credo che sia bello. A volte torno bambino quando mi capita di incontrare o di essere a cena insieme a grandi personaggi, con leggende dello sport. Lo racconto anche agli amici, a volte non mi sembra vero. Però credo che questo contrasto sia bello”.
(Credits: Getty Images)