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Cina: ritrova il figlio rapito 24 anni prima dai trafficanti di bambini

Alla ricerca del padre è ispirato il film “Perdita e amore”

L’ennesima storia di un bimbo scomparso, ma questa volta c’è il lieto fine. Un padre ha potuto riabbracciare il figlio rapito e tenuto lontano dalla famiglia per 24 anni. La famosa storia di Guo Gangtang è famosa, tanto da aver ispirato il film “Perdita e Amore” e interpretata nel film da Andy Lau. 

Era una calda mattina di settembre del 1997, il piccolo di 2 anni e mezzo stava giocando nel cortile di casa in un piccolo paese nello Shandong mentre i genitori erano impegnati tra i lavori nei campi e quelli domestici. Il padre di ritorno da lavoro trovò un capannello di persone davanti casa sua: il figlio Xinzhen era scomparso. Qualcuno ha poi riferito di avere visto una donna avvicinarsi al bimbo; la donna gli avrebbe pulito il viso sporco e sudato con un fazzolettino; a parte questo non c’era altra informazione sulla sua scomparsa. Il piccolo era stato rapito da una banda di trafficanti, ma le ricerche della polizia non hanno prodotto alcun risultato.
«Mi sentivo in colpa per averlo lasciato solo, se fossi stato con lui a giocare non sarebbe successo». Preso dai sensi di colpa il papà del bimbo lasciò il lavoro e partì a cavallo della sua moto per mettersi sulle sue tracce, con lui solo una borsa zeppe di foto del bimbo per chiedere a chiunque se lo avessero visto. Purtroppo la ricerca non si risolse subito; lui iniziò a dormire per strada, ebbe diversi incidenti e vendeva zucche dipinte dalla moglie per finanziare la sua ricerca disperata. La stampa cinese intorno agli anni 2000 iniziò a raccontare la sua storia e lui dichiarava: «Mi manda avanti la speranza di ritrovarlo, mi insegue l’angoscia, perché non so più se mi riconoscerebbe…ma credo che se terrò duro, se non mi fermerò, un giorno io lo troverò o lui troverà me… anche se non sarà in due anni o tre, anche se sarà cresciuto e sposato, non sarà mai troppo tardi». Con l’avanzare della tecnologia tutto è diventato più facile, entrare in contatto con molte più persone, chattare in tempo reale; in più gli investigatori potevano sfruttare gli innovativi metodi di identificazione delle persone; così a giugno la polizia di Henan ebbe la certezza, grazie al DNA di aver ritrovato Guo, ormai grande e padre e figlio hanno potuto riabbracciarsi nella commozione generale: «Dio mi ha trattato bene», ha detto Guo Gangtang.

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