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Come i nostri gusti musicali rispecchiano chi siamo (e cosa proviamo)

Cosa si nasconde davvero dietro la playlist che ascolti ogni giorno

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Spesso si pensa che la playlist di una persona sia una specie di radiografia del suo carattere. In realtà, il legame tra le canzoni che scegliamo e la nostra psicologia è un po’ più sfumato di così: la musica racconta molto di noi, ma non è una scienza esatta. Alcuni esperti del settore spiegano cosa si nasconde davvero dietro le nostre preferenze musicali.

 

Estroversi o introversi? Lo dice il ritmo

Una prima connessione concreta arriva dagli studi accademici che collegano i tratti della personalità ai suoni che cerchiamo durante la giornata. Barbara Blatchley, Ph.D. e professoressa di Psicologia e Neuroscienze, ha approfondito questo legame in un articolo per Psychology Today.

La ricerca mostra che la personalità riesce a prevedere i gusti musicali a prescindere da fattori come l’età o il genere. La differenza più evidente si nota nel bisogno di stimoli: “Gli estroversi tendevano a preferire la musica stimolante, mentre gli introversi tendevano a preferire la musica rilassante o tranquilla”.

 

I gusti cambiano perché cambiamo noi

Però, non bisogna commettere l’errore di considerare i gusti musicali come qualcosa di fisso o di totalmente infallibile per giudicare qualcuno.

A volte si ascolta un genere semplicemente perché fa parte del proprio background familiare o della propria crescita.

I gusti cambiano perché cambiamo noi. Vice riporta le parole dell’esperta Moriah O’Barr: “La musica ci aiuta a crescere, ad acquisire nuove prospettive e a provare emozioni per le quali non abbiamo modo di esprimerci. In questo modo, la musica ci aiuta a entrare in contatto con la versione più autentica di noi stessi. Ciò crea lo spazio necessario per crescere ed evolversi. Col tempo, questo può significare che i gusti musicali di una persona cambiano”. 

 

Più che il carattere, conta il momento

Infine, c’è una componente fortemente legata al momento specifico che stiamo vivendo. I gusti non sono il metodo più affidabile per valutare la personalità a lungo termine, perché spesso rispondono a bisogni temporanei.

Infatti, siamo attratti da ciò che si sintonizza con il nostro umore attuale, la musica non descrive necessariamente i tratti stabili di una persona, ma agisce in modo più immediato.

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