Vai al contenuto
Home » Articoli » Tutto news » Cosa direbbe il tuo gatto se potesse parlare davvero? Lo spiega l’AI

TUTTO NEWS

Cosa direbbe il tuo gatto se potesse parlare davvero? Lo spiega l’AI

Un nuovo brevetto basato sull'intelligenza artificiale punta a interpretare miagolii e comportamenti dei gatti per tradurli in parole

18 Giugno 2026

A chi non è mai capitato di guardare il proprio gatto e pensare: “Se potesse parlare, cosa direbbe?”. Forse siamo un po’ più vicini a scoprirlo grazie a Baidu.

Il colosso tecnologico cinese ha depositato un brevetto presso la China National Intellectual Property Administration per un sistema di intelligenza artificiale pensato per interpretare i miagolii e tradurli in linguaggio umano.

 

Non solo miagolii: contano anche i comportamenti

La tecnologia non si limiterebbe ad ascoltare i versi degli animali. Il sistema, infatti, sarebbe in grado di raccogliere anche dati sui comportamenti, sui segnali fisici e sulle reazioni del gatto, creando un database che l’AI analizza, cataloga e trasforma in messaggi comprensibili per le persone.

Il progetto è ancora in fase di ricerca e sviluppo, ma in Cina ha già attirato molta curiosità. Se dovesse funzionare davvero, potrebbe rappresentare una piccola rivoluzione nel rapporto tra esseri umani e animali domestici, aiutandoci a comprendere meglio bisogni, emozioni e stati d’animo dei nostri amici a quattro zampe.

 

La nuova frontiera della comunicazione animale

Baidu, però, non è l’unica realtà impegnata in questa direzione. Esistono anche altri progetti che puntano a decifrare la comunicazione animale attraverso l’intelligenza artificiale. Tra questi c’è Project CETI, nato con l’obiettivo di comprendere il linguaggio dei capodogli, grazie all’Earth Species Project, che lavora sulla decodifica dei segnali usati da diverse specie animali.