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I passaggi di asteroidi più ravvicinati alla Terra mai registrati
Gli incontri che hanno ricordato quanto il nostro pianeta sia esposto ai pericoli del cosmo
27 Agosto 2026
Ogni giorno migliaia di frammenti rocciosi attraversano il Sistema Solare, ma solo una piccola parte rappresenta un potenziale rischio per il nostro pianeta. Gli asteroidi vicini alla Terra, chiamati Near-Earth Asteroids (NEA), sono costantemente monitorati dagli astronomi perché le loro orbite possono portarli a transitare a distanze relativamente ridotte dal nostro pianeta. Nella stragrande maggioranza dei casi non esiste alcun pericolo, ma alcuni passaggi hanno davvero fatto trattenere il fiato agli esperti.
Negli ultimi decenni la capacità di individuare questi corpi celesti è migliorata enormemente grazie a telescopi automatici e sofisticati sistemi di calcolo. Questo permette di prevederne con precisione il percorso e valutare se esista un rischio di impatto, anche se alcuni oggetti molto piccoli vengono scoperti soltanto poche ore prima del loro avvicinamento.
Gli incontri più ravvicinati della storia recente
Tra i casi più sorprendenti c’è 2020 QG, un piccolo asteroide di circa 3-6 metri che il 16 agosto 2020 è passato ad appena 2.950 chilometri dalla superficie terrestre, un record per un oggetto non entrato in collisione. Il suo passaggio è avvenuto addirittura all’interno dell’orbita dei satelliti geostazionari ed è stato scoperto solo dopo aver già superato la Terra.
Molto famoso è anche 2004 FH, che nel marzo 2004 transitò a circa 43.000 chilometri dalla Terra, una distanza inferiore a quella di molti satelliti artificiali. Sebbene fosse grande circa 30 metri, non rappresentò alcun rischio di impatto.
Un altro episodio rimasto nella memoria degli astronomi riguarda 2011 CQ1, un asteroide di appena pochi metri che passò a circa 5.500 chilometri dalla Terra. L’incontro fu così ravvicinato che la gravità terrestre modificò sensibilmente la sua orbita, cambiandone il periodo di rivoluzione attorno al Sole.
Apophis e il grande spavento degli scienziati
Tra gli asteroidi più celebri figura senza dubbio Apophis, scoperto nel 2004 e inizialmente considerato uno degli oggetti con la più alta probabilità di impatto mai calcolata. Le prime osservazioni indicavano un possibile scontro con la Terra nel 2029, ipotesi che suscitò grande attenzione nella comunità scientifica.
Con il miglioramento delle misurazioni, gli astronomi hanno però escluso qualsiasi collisione sia nel 2029 sia nei successivi passaggi previsti. Il 13 aprile 2029 Apophis passerà comunque a circa 32.000 chilometri dalla superficie terrestre, una distanza eccezionalmente ridotta in termini astronomici, tanto da transitare sotto l’orbita di numerosi satelliti artificiali. Sarà visibile a occhio nudo da molte regioni del mondo.
L’asteroide che esplose sulla Russia senza essere visto
Non tutti gli oggetti vengono individuati in tempo. Il 15 febbraio 2013, un asteroide di circa 20 metri entrò nell’atmosfera sopra Čeljabinsk, in Russia, esplodendo a circa 30 chilometri di quota con una potenza stimata in oltre 400 chilotoni, decine di volte superiore a quella della bomba di Hiroshima.
L’onda d’urto mandò in frantumi migliaia di finestre e provocò oltre 1.500 feriti, quasi tutti colpiti dai vetri. Nessuno aveva previsto il suo arrivo perché proveniva dalla direzione del Sole, una zona difficile da osservare con i telescopi terrestri.
La sorveglianza spaziale è sempre più efficace
Oggi agenzie come la NASA e l’Agenzia Spaziale Europea monitorano costantemente decine di migliaia di Near-Earth Objects, aggiornando le loro orbite e valutando ogni possibile rischio. Inoltre, nel 2022, la missione DART della NASA ha dimostrato che è possibile modificare la traiettoria di un asteroide attraverso un impatto controllato, aprendo la strada a future strategie di difesa planetaria.
Sebbene i grandi impatti siano eventi estremamente rari, la sorveglianza continua rappresenta una delle più importanti forme di prevenzione. Ogni nuovo asteroide scoperto contribuisce ad ampliare la conoscenza del nostro vicinato cosmico e a garantire che eventuali minacce possano essere individuate con largo anticipo, trasformando quello che un tempo era un pericolo imprevedibile in un fenomeno sempre più sotto controllo.
(Immagini generate con IA)