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“Il Diavolo veste Prada 2”: svelati i cachet di tutte le attrici

Il ritorno del cult della moda tra incassi record, bonus al botteghino e compensi da star hollywoodiane

12 Maggio 2026

Il mondo della moda e del cinema si è intrecciato di nuovo con il ritorno di un titolo diventato cult: Il Diavolo veste Prada 2. Il sequel diretto da David Frankel ha riportato sullo schermo Meryl Streep, Anne Hathaway ed Emily Blunt, a vent’anni dall’uscita del film originale. L’operazione si è rivelata fin da subito un successo commerciale, con incassi che hanno già superato i 300 milioni di dollari a livello globale, secondo i dati riportati dalle fonti di settore. Al centro della storia tornano i personaggi iconici: Miranda Priestly, interpretata da Streep, la potente direttrice di Runway, insieme ad Andy Sachs (Hathaway) ed Emily Charlton (Blunt), oggi figure consolidate nel mondo dell’editoria e del lusso.

 

Cachet da capogiro e bonus legati agli incassi

Ma quanto è costato tutto ciò? Secondo quanto riportato in esclusiva dalla rivista Variety, le tre attrici avrebbero ricevuto un compenso identico per il loro ritorno: circa 12,5 milioni di dollari ciascuna. Una cifra già di per sé significativa, ma destinata a crescere grazie a un sistema di bonus al botteghino legati alle performance del film.

Le stesse fonti indicano che, nel caso in cui il sequel continui la sua corsa positiva nelle sale, i guadagni complessivi potrebbero superare i 20 milioni di dollari per ciascuna protagonista. Un meccanismo che lega sempre più il compenso delle star al successo commerciale dei progetti cinematografici.

 

Produzione, budget e strategia industriale

Il film ha beneficiato di un budget di circa 100 milioni di dollari, una cifra che ha permesso di coprire parte dei compensi del cast e una produzione di alto livello. La sceneggiatrice Aline Brosh McKenna, già autrice del primo capitolo, ha raccontato che il progetto sequel era stato discusso già due anni fa, quando Meryl Streep si era mostrata aperta a nuove idee per il ritorno del suo personaggio. Il primo film del 2006 aveva incassato circa 326 milioni di dollari nel mondo, diventando un fenomeno culturale oltre che commerciale. 

Il precedente di Meryl Streep e il modello streaming

Secondo ulteriori fonti citate sempre da Variety, il compenso di Streep per questo sequel non sarebbe il più alto della sua carriera. Un precedente superiore sarebbe legato al film Don’t Look Up (2021), distribuito da Netflix, che utilizza un sistema di remunerazione diverso rispetto agli studi tradizionali, combinando cachet e compensi post-produzione.

 

 

(Credits: YouTube @20thCenturyIT)