L’italiana Irma Testa ha vinto la medaglia d’oro ai Mondiali di boxe, centrando il primo titolo iridato della sua carriera dopo aver battuto la kazaka Karina Ibragimova. Il match è stato combattuto e difficile, più equilibrato di quanto possa far credere il risultato finale. Un grande traguardo quello della venticinquenne di Torre Annunziata: ora è campionessa europea e mondiale, con la speranza di conquistare il titolo anche alle prossime Olimpiadi.
Nel dopo match, Irma ha commentato: “Sono molto felice di questo titolo e della medaglia d’ro che ho messo al collo, perché sto lavorando da anni, sacrificando tutto, la mia adolescenza, la mia vita, per inseguire un sogno e se questi sono i risultati vorrei farlo per altri venti anni. Ora l’obiettivo è la qualificazione olimpica e sono ancora più motivata verso la meta”.
In un’intervista rilasciata a seguito della vittoria, Irma si è aperta al pubblico raccontando alcuni passaggi chiave della sua vita e della sua carriera: “Non avevo né sogni né grandi ambizioni e nemmeno poster di idoli appesi in cameretta. Sono entrata in palestra a 12 anni: da quel momento l’obiettivo è stato diventare una pugile professionista e mantenermi con il mio sport”.
“Il mio sogno è vedere le palestre piene di bambine: prima dei 12 anni non tiri pugni, però entri in un mondo pieno di regole e valori. Ed è falso anche che tirando di boxe ti rompi il naso o gli zigomi: in un incontro ci sono molti meno infortuni che in altri sport considerati non violenti. Il pugilato ti fa crescere”, ha affermato la giovane campionessa azzurra.
E a chi già gli assegna il ruolo di pioniera, Irma risponde: “Mi piace l’idea di aver gettato il seme del cambiamento, ma c’è ancora molta strada da fare: in Italia il pugilato femminile vince di più di quello maschile, che a Tokyo non c’era, eppure parliamo di una disciplina ancora considerata per uomini. Non è più così. Quanto a me, sono la donna immagine del movimento ma non sono la sola. Conquistare un oro fa bene allo sport femminile in generale”.
