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Lavorare in open space fa male al cervello? Ecco lo studio

L’ufficio condiviso può favorire il contatto tra colleghi, ma non sempre aiuta concentrazione, produttività e benessere mentale

6 Luglio 2026

Uno studio intitolato “Temporal Trajectories in EEG-Based Mental Workload: Effects of Workspace Type” sostiene che lavorare in open space possa risultare più stancante, perché il cervello è continuamente esposto a stimoli e distrazioni.

 

Perché l’open space può stancare di più

Di conseguenza, condividere l’ufficio con altre persone non è sempre un vantaggio: il contatto costante con i colleghi può rendere più difficile mantenere concentrazione e produttività.

Monitorando l’attività cerebrale di lavoratori tra i 25 e i 65 anni, la ricerca ha mostrato che l’attività neurale aumenta proprio negli ambienti open space.

 

Cosa succede al cervello negli open space

In questi uffici, infatti, sono presenti più rumori, più stimoli visivi e più elementi da tenere sotto controllo. Il cervello è quindi costretto a filtrare molte più informazioni nello stesso momento e, per questo, fatica a concentrarsi al massimo sul compito da svolgere.

Al contrario, negli uffici separati o nelle postazioni individuali l’attività neurale diminuisce. Questo significa che le persone possono svolgere la stessa attività lavorativa con un minore dispendio di energia complessivo.

In conclusione, sebbene l’open space possa risultare esteticamente gradevole e offrire alcuni benefici, non sempre rappresenta la soluzione ideale per il benessere e l’efficienza del cervello.