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Lego toglierà le etichette di genere dai suoi giocattoli

D’ora in poi i giochi saranno divisi “per passione”

Lego toglierà le etichette di genere dai suoi giocattoli

L’azienda danese dei Lego ha commissionato un sondaggio, condotto dal Geena Davis Institute on Gender in Media e il risultato ha portato a una decisione importante: se le bambine, infatti, non hanno alcun problema a giocare con i Lego destinati ai bambini maschi, lo stesso non vale al contrario: il 71% dei bambini intervistati ha confessato di aver paura di essere preso in giro qualora utilizzasse scatole vendute come "giocattoli per ragazze". Non solo, ma lo stesso disagio è vissuto dai genitori dei bambini che scelgono giocattoli destinati al sesso opposto; così l’azienda di mattoncini ha tolto ogni etichetta di genere, suddividendo i giochi per “passioni”, cioè temi che piacciono ai bimbi a dispetto del loro genere di nascita.
I sondaggi sono stati condotti su circa 7mila genitori e i loro figli di età compresa tra i 6 e i 14 anni in Cina, Repubblica Ceca, Giappone, Polonia, Russia, Regno Unito e Stati Uniti e dimostrano che ancora una volta sono le bambine a essere più aperte a diversi tipi di giochi rispetto a ciò che i loro genitori e la società le incoraggiano a fare. Ad esempio, l'82% delle ragazze crede che sia giusto che giochino a calcio e che i bambini si esercitino a ballare.
La scelta di Lego segue la scia di una politica dei giocattoli sempre più unisex che lasci libera scelta a bimbi e rgazzzi. In quest’ottica già Hasbro aveva fatto un passo avanti, rendendo il il personaggio di Toy Story genderless, da Mr/Mrs Potato a Potato e basta, togliendo così la forte connotazione maschile/femminile in modo che ognuno si riconoscesse nella sua patata preferita, a prescindere dal sesso. 

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