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Pensare è un’attività sottovalutata, lo dimostra uno studio

259 persone hanno scoperto durante studio quanto è piacevole stare con se stessi

Pensare è un’attività sottovalutata, lo dimostra uno studio

“Stare senza pensieri” è sinonimo di leggerezza e di buonumore, ma forse anche pensare un po’ ogni tanto non è male. Uno studio che ha coinvolto 259 volontari lo ha confermato. Oggi siamo abituati a tirare fuori lo smartphone ad ogni minuto libero, ma uno studio congiunto di alcune università del Regno Unito, della Germania e del Giappone ha arruolato 259 partecipanti provenienti da Giappone e Regno Unito, solo per pensare. Il team ha scoperto che le persone sottovalutano quanto possa essere piacevole stare seduti da soli in compagnia dei propri pensieri. “La ricerca ci ha mostrato come gli individui abbiano difficoltà a considerare quanto possa essere coinvolgente il pensiero” ha affermato Ava Hatano, ricercatrice dell’università di Kyoto che ha partecipato allo studio, “Questo spiega perché le persone preferiscano tenersi occupate con dispositivi digitali o altre distrazioni, piuttosto che prendersi un momento di riflessione e immaginazione”. In generale gli esperimenti hanno dimostrato che i partecipanti erano sorpresi di quanto fosse piacevole passare del tempo a fare niente, in confronto alle loro aspettative. Kou Murayama, dell’università di Tubinga e coautore dello studio, ha commentato: “Sull’autobus mentre si va al lavoro si controlla spesso il telefono invece di pensare a qualcosa, poiché si crede che senza un dispositivo digitale ci si annoi. Si perde invece l’opportunità per impegnarsi positivamente a livello intellettivo", ha affermato. Certo dipende dai pensieri che uno fa, alcune persone hanno la tendenza a circoli viziosi di pensieri non troppo allegri e in quel caso, allora, forse meglio distrarsi con una partita ai videogame o una scrollata di Instagram!

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