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Perché a volte ti svegli e non riconosci subito il luogo in cui sei?

Tutta colpa dell’inerzia del sonno, una fase di transizione in cui la mente passa lentamente dal sonno profondo alla piena veglia

Perché a volte ti svegli e non riconosci subito il luogo in cui sei?

Credits: Getty Images

30 Dicembre 2025

Redazione 105

Svegliarsi con una sensazione di confusione mentale e non capire immediatamente dove ci si trovi, anche se si è nel proprio letto, è un’esperienza più comune di quanto si pensi. In un contesto in cui i disturbi del sonno sono sempre più diffusi, questo fenomeno si inserisce tra le conseguenze di una qualità del riposo compromessa. Il cervello, appena sveglio, non sempre riesce ad allineare subito memoria, spazio e consapevolezza.

 

Il ruolo dell’inerzia del sonno

Questo stato temporaneo è spesso legato alla cosiddetta inerzia del sonno, una fase di transizione in cui la mente passa lentamente dal sonno profondo alla piena veglia. Durante questo intervallo, alcune funzioni cognitive si riattivano prima di altre. La consapevolezza di base emerge rapidamente, mentre la capacità di orientamento e il riconoscimento dell’ambiente richiedono più tempo, creando quella sensazione di spaesamento che può durare pochi secondi o qualche minuto.

 

Perché il cervello si “accende a fasi”

Il cervello non si risveglia in modo uniforme: procede per stadi successivi. Le aree più primitive, responsabili dello stato di allerta, entrano in funzione per prime; quelle coinvolte nella memoria contestuale e nella percezione spaziale seguono con un leggero ritardo. Questo spiega perché, pur essendo coscienti, ci si possa sentire momentaneamente disconnessi dalla realtà circostante, come se mancasse un tassello fondamentale per ricostruire il quadro completo.

 

I fattori che aumentano il disorientamento 

Alcune condizioni rendono questo fenomeno più probabile. Stress, ansia, sonno frammentato, consumo di alcol, malattie stagionali o l’uso di una sveglia improvvisa possono amplificare la difficoltà del cervello nel “cambiare marcia”. Anche dormire in un ambiente non familiare o modificare le proprie abitudini quotidiane può ridurre i punti di riferimento utili al risveglio, aumentando la sensazione di smarrimento.

 

Quando succede anche a casa propria

Anche nel proprio ambiente domestico, la confusione può emergere se ci si sveglia al buio, in orari insoliti o dopo un sogno particolarmente intenso. In questi casi, il cervello fatica per qualche istante a riconoscere segnali familiari. Nella maggior parte delle situazioni, però, si tratta di un evento innocuo e transitorio, che si risolve spontaneamente.

 

Quando è il caso di approfondire

Se gli episodi diventano frequenti, prolungati o associati a problemi di memoria e confusione durante il giorno, può essere utile consultare uno specialista. Disturbi del sonno persistenti, come l’insonnia cronica, possono avere effetti a lungo termine sulla salute fisica e mentale, aumentando il rischio di incidenti, problemi cardiovascolari e difficoltà cognitive.

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