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Maria Esposito parla del legame con Silvia Uras: “Mi ha salvata”

Redazione 105

Parole a cui hanno fatto eco quelle della cantante: “Se credo ancora nell’amore, è perché l’ho visto nei tuoi occhi”

L’inizio del 2026 ha rappresentato per Maria Esposito molto più di un semplice cambio di calendario. L’attrice, diventata celebre grazie al personaggio di Rosa Ricci nella serie Mare Fuori e nel film Io sono Rosa Ricci, ha scelto la notte di Capodanno per raccontare pubblicamente sui social, per la prima volta, la profondità del legame che la unisce a Silvia Uras. Una scelta ponderata, arrivata dopo un lungo percorso interiore fatto di paure, esitazioni e consapevolezze maturate lentamente.

Una dedica che rompe il silenzio

La decisione di esporsi non è stata improvvisa. Per mesi Maria Esposito aveva evitato di definire il rapporto con la cantante, preferendo la riservatezza a qualsiasi etichetta. La dedica condivisa a fine anno è diventata però il luogo simbolico in cui fare ordine dentro di sé e raccontare un sentimento che, come lei stessa ha spiegato, l’ha profondamente trasformata. L’attrice ha spiegato che dal 2024, Silvia Uras è stata “la cosa più bella” della sua vita, ma anche come la persona che l’ha costretta a guardare in faccia fragilità che aveva sempre tenuto a distanza.

 

Affrontare le paure

Nel suo racconto, Maria Esposito non ha nascosto il lato più difficile dell’amore: quello che obbliga a esporsi e a rischiare. L’attrice ha ammesso che proprio questo aspetto era ciò che la spaventava di più, perché significava rinunciare alle difese costruite nel tempo. “Era una delle cose che mi spaventava di più, perché significava espormi, sentire, rischiare di nuovo. Un’ammissione che racconta un passato segnato da chiusura emotiva e da una forma di protezione che passava attraverso il distacco.

 

Il cambiamento interiore

Prima di incontrare Silvia Uras, Maria Esposito si descriveva come distante, fredda, apparentemente autosufficiente. “Prima di lei ero fredda, strafottente, chiusa in me stessa, mi proteggevo cosi, facendo finta di non aver bisogno di niente e di nessuno. Nel messaggio di Capodanno non sono mancati i riferimenti agli errori commessi lungo il percorso. 

Maria Esposito ha spiegato di aver fatto scelte di cui si è pentita, dettate esclusivamente dalla paura di amare e di perdere il controllo. “Le ho fatte solo perché avevo paura di amare, solo perché avevo paura di qualcosa che non era la mia realtà, di qualcosa che non mi era mai successo prima. Avevo paura di sentire troppo, di perdere il controllo, di farmi male. È in questo passaggio che emerge la dimensione più intima del suo racconto, lontana da ogni narrazione patinata.

 

Un tempo lungo per smettere di scappare

La svolta è arrivata dopo un anno e quattro mesi, un tempo necessario per imparare a mettere al centro se stessa e la relazione, lasciando sullo sfondo giudizi esterni e aspettative altrui. “Ci ho messo un anno e quattro mesi per fregarmene di tutto e di tutti e iniziare a pensare solo a me, a noi. Per smettere di scappare. Per restare. E se posso dare un consiglio è questo: non fate come me. Amate. Amate in qualsiasi forma, senza riserve, senza paura, perché non c’è niente che possa salvarti più dell’amore. Lei mi ha salvata!”.

 

La replica di Silvia Uras

Alle parole di Maria Esposito ha fatto eco la risposta di Silvia Uras, arrivata poche ore dopo. Anche la cantante ha scelto un tono intimo e riflessivo, raccontando un anno vissuto lontano dagli sguardi indiscreti. “Agli occhi degli altri, sembrava non stesse succedendo nulla…ma dentro di noi c’era una guerra silenziosa. Nessuno vedeva, nessuno sapeva. Solo noi due. 

Un posto sicuro nella tempesta

Nel suo messaggio, Silvia Uras ha restituito l’immagine di un amore capace di creare uno spazio di quiete anche nel caos. “Quando il mondo pesava troppo e tutto faceva rumore, bastava stare insieme perché tutto scomparisse. In mezzo alla tempesta, tu eri il mio posto sicuro. Ci siamo scelte ogni giorno, anche quando era difficile. Anche quando sembrava impossibile. Se sono ancora qui, se credo ancora nell’amore, è perché l’ho visto nei tuoi occhi.

 

Nessuna etichetta, solo autenticità

La cantante ha poi ribadito un concetto già espresso in passato: il rifiuto delle definizioni. Per entrambe, il valore del legame non risiede nelle categorie, ma nell’autenticità dell’affetto condiviso. Silvia Uras lo aveva già chiarito: Non credo ci sia bisogno di specificare cosa siamo o cosa non siamo, non penso che faccia differenza. Quando due persone si vogliono bene, conta l’affetto che le lega, non le definizioni. 

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